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SCENARIO/ 1. Il dopo Berlusconi? Dei Napoleone senza esercito

Pubblicazione:mercoledì 1 giugno 2011

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli (Imagoeconomica) Luigi De Magistris, sindaco di Napoli (Imagoeconomica)


Non credo in questa retorica del “nuovo che avanza” perché in Italia sembra proprio che non si possano operare dei cambiamenti. Tutto è “rivoluzione passiva”, come diceva Gramsci. Si annuncia una grande novità, anche se in realtà si torna indietro riproponendo idee che non sono rivolte al futuro, ma al passato: no al nucleare, no ai termovalorizzatori… Pisapia, ad esempio, non propone di chiudere il centro storico rivitalizzando i parcheggi esterni, alla maniera di Tognoli, ma di andare tutti in bicicletta, imbianchini compresi, magari con il pennello in una mano e il barattolo della vernice nell’altra. De Magistris invece sogna di risolvere il problema della spazzatura senza costruire termovalorizzatori. Forse cambierà idea quando la monnezza arriverà al quinto piano dei palazzi napoletani.

Come si spiega invece la sconfitta del Cavaliere e dei suoi candidati?

Per la borghesia Berlusconi ha rappresentato in tutti questi anni una specie di “guardia bianca”, anche se mal sopportata, che le ha permesso però di perseguire il massacro sociale. Un “utile incomodo” che per motivi estetici non è mai stato integrato nei salotti buoni. Oggi non serve più all’establishment. Gli scandali sessuali, invece, hanno tolto a Berlusconi quel voto cattolico su cui aveva sempre potuto contare.

Qualcuno adesso chiede che faccia un passo indietro.

Non accadrà mai. Berlusconi è un rivoluzionario combattente, alla Gheddafi. Si chiuderà nel suo bunker, aspettando la fine. Non mollerà fino a quando avrà la fiducia del Parlamento e non credo nemmeno che muoia dalla voglia di indicare delfini. Il suo è un partito personale che non ha ancora espresso possibili successori. Ne vedo di più nella Lega, a cominciare da Maroni. Tremonti, ad esempio, non è un politico, ma un Cardinal Mazzarino. Quelli come lui difficilmente raccolgono l’entusiasmo delle folle. Al massimo possono comandare dietro le quinte, all’interno di regimi oligarchici.
I post-berlusconiani, in ogni caso, dovranno affrontare anche un altro problema.

Quale?


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COMMENTI
01/06/2011 - un partito che affermi il diritto naturale (Andrea Sonego)

C'è ancora la possibilità di un partito, perseguito da don Sturzo, che aggreghi efficacemente quanti si riconoscono nel diritto naturale: è l'unica via per una politica efficace, fatta da persone che affermino la Realtà e non il potente di turno, e che non disperdano i loro voti tra vari partiti. Come i cristiani scontano l'affermazione di una morale che spesso si configura come moralismo, perché non supportata dall'ontologia che la sottende, e perciò spesso non vengono ascoltati, così i programmi politici e i partiti che non affermino chiaramente e coerentemente il diritto naturale, la solidarietà e la sussidiarietà orizzontale: perdono di consenso, diventano luogo di potere personale o corporativo. Pio XI nella Quadragesimo anno incita i cristiani ad aggregarsi tra loro per risolvere insieme i problemi sociali: il partito politico è l'aggregazione sociale rivolta a risolvere, in prospettiva, tutti i problemi sociali; Giovanni Paolo II, nel discorso fatto a Palermo nel 1995, lasciò intatta tale opzione preferenziale per l'aggregazione sociale, e perciò anche politica, unitaria dei cristiani, indicata da Pio XI. Ma essi non la sanno perseguire coerentemente e umilmente, con spirito di servizio. Perciò da decenni risultano poco efficaci, offrono testimonianze scadenti, non aggregano efficacemente gli uomini di buona volontà. Ad es. le elezioni europee potrebbero svolgersi vantaggiosamente sotto l'unico simbolo del P.P., anziché sotto 10 simboli. I numeri in democrazia contano

 
01/06/2011 - Ricostruire la politica.... E come?? (Ortensio Rampogna)

Certo... sarebbe bello ricostruire le sezioni dei partiti nei paesi e nelle periferie delle città.... ricostruire la politica come partecipazione.... Ma come?? Il bipolarismo non ha fatto sparire i partiti ma li ha svuotati di significato.... Il voto senza preferenza (ormai ridotta al lumicino) non permette espressinoe di persone nuove.... Insomma, chi e come può essere in grado oggi di ricostruire la partecipazione politica dei cittadini?? E i risultati sono quelli che vediamo... Auguri a Pisapia, Auguri a de Magistris: tocca a loro e speriamo che qualcosa facciano! Ma ancor più auguri ai milanesi e ai napoletani governati prima e dopo le elezioni da persone cui poco interessava dei loro cittadini!!

 
01/06/2011 - Masaniello (attilio sangiani)

De Magistris mi sembra un Masaniello,che verrà fagocitato dalla Camorra,finchè la amminsitazione comunale di Napoli non verrà sciolto e indette nuove elezioni. A meno di una "metamorfosi" assai improbabile....

 
01/06/2011 - Tornare al XX secolo non si può (Luca Cantatore)

Anch'io penso, come il Sig. Trombetta, che tornare sic et simpliciter alla forma partito e alle modalità di partecipazione politica proprie del '900, sia quantomeno anacronisitico. E però và trovata una via di mezzo tra il vecchio partito pesante di una volta ed un semplice ed evanescente comitato elettorale che si organizza per uno/due mesi di campagna elettorale per poi sparire nuovamente fino alla prossima. Da ultimo, un accenno al paragone tra De Magistris e Lauro: c'ho pensato per un attimo anch'io, ma poi mi sono ricordato che Achille Lauro è stato, comunque, un grande imprenditore, uno che ha costruito qualcosa di buono per sè e per gli altri...De Magistris finora ha solo distrutto, come pm, la vita di tante persone perbene.

 
01/06/2011 - Leadership e rappresentanza (Andrea Trombetta)

E' vero: c'é voglia di leadership e mancanza di leaders. Pochi Maroni e troppi Tremonti! Non sono d'accordo sul ritorno alle vecchie forme di rappresentanza. I partiti oggi vengono sostituiti da media e blog. Molti giovani hanno preso molte più preferenze di candidati esperti grazie ai vari facebook. Questo fenomeno é forte soprattutto a sinistra, che sa usare i mezzi di comunicazione più recenti molto meglio della destra. La lega é rimasta l'unico partito di vecchio stampo, e si vede. La politica, quella sana, ha bisogno di nuove forme di rappresentanza. E molto più snelle, sia come quantità che come operatività.