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SCENARIO/ 2. I "nodi" di Pontida: rose per Bossi, spine per Berlusconi?

Umberto Bossi (Foto: ANSA) Umberto Bossi (Foto: ANSA)

A questa situazione magmatica si abbinano fermenti interni nemmeno più tanto coperti come un tempo. L’età di Bossi, la sua presenza in scena ormai da un quarto di secolo, le condizioni di salute, inducono molti a prepararsi per la sua successione; che non sarà domani, ma verrà. E nessuno ha gradito il suo nepotismo di tirarsi dietro in tutte le sedi (inclusa quella ben retribuita del Consiglio regionale lombardo) un figlio che sicuramente non ricorda certo un Churchill o un Adenauer, ma neppure un Mastella. In questo senso, ci sono da tener d’occhio i movimenti in atto in Veneto (dove la Lega è azionista di maggioranza del Carroccio, con il 35 per cento) attraverso i congressi provinciali, preparatori di quello regionale che dovrebbe tenersi in autunno.

L’emergente è il sindaco di Verona Flavio Tosi, che ha appena spopolato nell’assise scaligera, ridicolizzando l’avversario designato dall’establishment. Tosi è vicino a Maroni nelle idee, nei comportamenti, nei ragionamenti; per questo si è attirato più di una critica dall’ala dura del movimento. Però tira dritto per la sua strada, forte del livello di consenso e dell’età. Preparandosi, magari, per il dopo-Bossi: quando l’assenza del capo carismatico scatenerà una guerra senza quartiere in casa padana. Senza più nessuno che riesca a far passare per vittorie pure le sconfitte.

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