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SCENARIO/ 2. Se il vero nemico del Pdl fosse lo spirito del ’94?

Pubblicazione:venerdì 10 giugno 2011

Riuscirà il Pdl a reagire? (Imagoeconomica) Riuscirà il Pdl a reagire? (Imagoeconomica)

Altro caso di abbandono è il mondo della cultura a cominciare dalle università. Dalla Statale allo Iulm esistono personalità autorevoli e “carismatiche” in particolare del mondo cattolico e liberalsocialista che spesso si erano esposte a favore di Berlusconi. Non uno è stato interpellato e coinvolto. Tutto “Prima Repubblica” con cui non mischiarsi?

È prevalsa così questa immagine di una destra nuovista, nel segno dell’aggressività e della autosufficienza, che ha dato l’impressione di muoversi secondo una visione molto datata, ancora legata cioè alle tesi della “Fine della storia” degli anni 90 quando con la “implosione” del comunismo si pensava a un futuro di sviluppo indolore, omogeneo, unidirezionale e quasi automatico meglio affrontato con  meno politica, meno partiti, meno stato e meno nazione. Una lettura e un’architettura enfatiche e schematiche ormai generalmente considerate superate e fuorvianti e soprattutto prive di attenzione alla tutela sociale.

Solo tardivamente ci si è resi conto che i territori abbandonati dalla destra nuovista non erano peso inutile e deserto infame, ma un elettorato determinante. Quindi, dopo il 15 maggio, si sono lanciati gli “appelli” da un lato ai cattolici e dall’altro ai socialisti. Ma sono stati appunto appelli nazionali in quanto a livello milanese il danno era fatto e sarebbero emerse più le defezioni delle adesioni. Il ritorno allo “spirito del ’94” (soprattutto dimenticando che quella vittoria fu ottenuta grazie al voto dell’elettorato ex pentapartito) non è il rimedio, ma la causa della sconfitta. Da che mondo è mondo in politica quando ci si appella a quelli della “prima ora” significa che è scoccata “l’ultima ora”.



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