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REFERENDUM 2011/ Ostellino: la sinistra balla sul Titanic

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Di Pietro e Orlando in festa per i referendum (Ansa)  Di Pietro e Orlando in festa per i referendum (Ansa)

Una partecipazione altissima, oltre ogni aspettativa. Davanti a un’affluenza del 57% tutti i partiti hanno riconosciuto questo dato uscito ieri dalle urne, al di là delle diverse letture politiche del voto. «È stato un referendum sul divorzio tra il governo e il Paese» ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, chiedendo le dimissioni del premier. «Una vittoria degli italiani» che sarebbe invece sbagliato “strumentalizzare” secondo il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. E se nella maggioranza il ministro Roberto Calderoli si è detto stufo di “prendere sberle” il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato: «La volontà degli italiani è netta. Ora governo e Parlamento hanno il dovere di accogliere pienamente il responso dei quattro referendum».
«A mio avviso si è trattato più di un referendum sul governo che di un voto sui singoli quesiti - dice Piero Ostellino a IlSussidiario.net -. Se da un lato l’esecutivo è uscito chiaramente sconfitto, dall’altro è più complicato capire chi sia stato il vero vincitore. L’opposizione è riuscita a dare un’altra spallata a Berlusconi, ma questa volta la sua sembra davvero una “vittoria” a spese del Paese».

Cosa intende dire?

È stato politicizzato un voto che avrebbe dovuto stabilire quale sarebbe stato il nostro piano energetico per il futuro. E così abbiamo rinunciato al nucleare in un momento in cui le energie alternative non rappresentano ancora una strada praticabile, condannandoci a pagare il 30% in più rispetto a chi un piano serio ce l’ha. Lo stesso discorso vale per l’acqua.

Come la pensa in proposito?

Innanzitutto non era in discussione la privatizzazione dell’acqua, che sarebbe rimasta comunque un bene pubblico, ma la sua distribuzione. L’attuale gestione clientelare e inefficiente porta a disperderne milioni di litri e lo Stato, dal canto suo, non dispone di 60 miliardi di euro per sistemare la rete. Per questo il “sì” ha significato in pratica la conservazione dello status quo e si è risolto in una specie di volo nella stratosfera del dover essere ideologico che però non fa i conti con la realtà.

Una decisione discutibile, ma comunque consapevole?


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COMMENTI
15/06/2011 - Referendum (Giovanni BRUNO)

Il temporale è finito. La luce non si accende. Certo un guasto sulla linea. Non scende acqua dal rubinetto. Accendo il gas: non funziona. E’una congiura! Decido di chiamare in Comune visto che tutto dipende da loro: che fortuna, prima avrei dovuto telefonare a tre enti diversi…I guasti sono gravissimi. Sono passati diversi giorni e tutto è ancora come prima. Il Comune fa sapere che non ci sono soldi in cassa, e che quindi non si sa quando tutto funzionerà; comunque “l’acqua è un bene pubblico”, di tutti, ed è gratis, non c’è alcun problema: basta recarsi a monte della frana che ha distrutto l’acquedotto e rifornirsi gratuitamente di tutta l’acqua che vogliamo. Per il gas è stato predisposto un sistema di stoccaggio del gas in bombole: sempre a monte della frana. Per la corrente elettrica… non avevano forse raccomandato da anni di dotarsi di pannelli fotovoltaici sul tetto? Avevano anche provveduto ad incentivare la cosa realizzando gruppi di acquisto per poter spendere poco più di diecimila euro….!!!! Sono incavolato nero. Qualcuno dice che il sindaco e gli assessori, poverini, non dormono da giorni per risolvere i problemi, e che comunque fra un paio d’anni ci sono le elezioni e che possiamo sempre “mandarli a casa”. Già,…..fra due anni! E nel frattempo?! Sobbalzo per un tuono fortissimo come una cannonata. Mi sveglio. Dal televisore acceso una voce esulta; mi vengono i brividi: il quorum è stato raggiunto! Per ora è solo l’acqua ma prima o poi ……..!

 
15/06/2011 - il mito ha trionfato sui dati di fatto (Sergio Palazzi)

La lettura che da' PG (chissà perchè non usa il proprio nome, da queste parti non passa gente che ti viene a cercare sotto casa, in fondo) è la più attenta e più fedele. Proprio perchè, "serenamente, pacatamente", mi pare totalmente sbagliata. Quel che è successo nei fatti è che la maggioranza assoluta degli italiani ha bocciato: la possibilità di avere le centrali nucleari (e dato che non credo saranno mantenute le promesse antinucleari di certi governi europei, resteremo l'unica economia sviluppata a credere di poterne fare a meno). Poi, una legge contro uno sfacciato provvedimento ad personam (l'unica scheda che ho ritirato), peraltro già neutralizzato. E due norme che, approssimativamente e con più di un errore, permettevano di introdurre in alcuni settori vitali il principio del "chi consuma paga, chi inquina paga di più", proprio perchè l'acqua è un bene fondamentale e non può essere svilito e disprezzato come è con le attuali gestioni. Proprio su questi due ultimi l'impressione di molti elettori è stata, ed è, che fosse in gioco praticamente il contrario: sono felici ed esaltati per quel che credono di aver fatto, mentre non si accorgono che hanno fatto più o meno l'opposto. Nell'attesa che per PG e un italiano su due se ne rendano conto, la lettura di Ostellino come al solito è razionale, esatta ed "inutile", come tutte le "prediche" di tutti i grandi liberali. Che Bersani e Di Pietro esultino d'aver chiamato il popolo ad abrogare un provvedimento fatto da loro due...

 
14/06/2011 - Disaccordo (ugo ughi)

Non sono d'accordo. La tendenza a definire sciocchi (o peggio) chi non condivide le impostazioni "berlusconiane" che hanno monopolizzato il centrodestra da un quindicennio ad oggi e' quantomeno eccessiva. Se molti elettori del Pdl (e Lega) hanno partecipato ai referendum non per questo sono persone incapaci di decidere e irresponsabili. Forse un po' di umilta' (parola caduta in grande disgrazia) farebbe comodo a certo mondo intellettuale e politico. Di destra e di sinistra...... Gli elettori di centro-destra (come me) si aspettano FATTI e non fiumi di promesse a vuoto, altrimenti perche' votare e per chi ?!?

 
14/06/2011 - Referendum (Carla D'Agostino Ungaretti)

Sono perfettamente d'accordo con Piero Ostellino. Io mi sono rifiutata di votare: 1)perché è stato un referendum escogitato in odio a Berlusconi (che pure non amo particolarmente, soprattutto quando parla a ruota libera) mentre io penso che si debba votare per individuare l'interesse collettivo e non per rovesciare qualcuno; 2) perché io, a differenza della maggior parte degli italiani, riconosco umilmente di non avere le competenze tecnico - scientifiche necessarie ad esprimere, in materie come quelle, un giudizio serio e ponderato; 3) perché penso che, data la serietà e la complessità dei problemi posti sul tappeto, avrebbe dovuto essere il Parlamento, cui i cittadini hanno dato la loro fiducia, ad assumersi la responsabilità di decidere - dopo aver fatto tutti gli opportuni studi al riguardo - cosa sarebbe stato meglio per il bene comune degli italiani. Invece è molto più facile scaricare la responsabilità sul popolo il quale, notoriamente, ragiona con la pancia invece che col cervello. Staremo a vedere che cosa succederà quando, tra qualche decennio, la domanda di energia dei paesi emergenti sarà aumentata in maniera esponenziale. Vedremo se loro si costruiranno o no le centrali nucleari. Già anni fa l'India e la Cina respinsero l'invito dell'Occidente a limitare la loro richiesta di energia per contribuire a ridurre l'inquinamento, dicendo che anche loro avevano diritto al benessere come gli occidentali. E noi italiani giocheremo con l'energia alternativa.

 
14/06/2011 - Politici ed Energia (Vulzio Abramo Prati)

Quando nei dibattiti prima delle elezioni ho sentito questi presunti esperti politici parlare di Energia utilizzando l'unità di misura della Potenza per dare spessore al proprio ragionamento, ho avuto la certezza che non può che finire male!

 
14/06/2011 - Ci vuole fiducia nell'iniziativa del singolo (Simone Finotello)

Come sostiene oggi Giuliano Ferrara, tutta questa vicenda "rende scarno di ogni accenno alla responsabilità e alle libertà di mercato questo rilancio epicizzante e metapolitico del sociale, del pubblico come bene e del bene pubblico come soluzione universale, della paura della crescita, della sicurezza senza rischi, costi quel che costi". In altre parole, per quanto ne cpaisco, vince la paura, la facile condivisione di valori astratti che non risolvono il problema, che radicalizzano il dibattito rendendo impossibile entrare nel merito, lasciare uno spiraglio alla mediazione tra cercare il bene di tutti e ottenerlo per davvero. E soprattutto abbandona le istanze e i desideri di migliorare la propria vita (dalle tasse alla giustizia) allo Stato in quanto istituzione, anzi, alle istituzioni in quanto tali, in uno statalismo nuovo e peggiore, perchè condito di aurea salvifica che travalica la persona e la sua rappresentanza democratica, civile, associativa e anche imprenditoriale. Ci vogliono persone che sappiano ridare politicamente fiducia alla gente nell'iniziativa del singolo e imprenditori che sappiano dare l'esempio in questo senso e visto che ci sono, si facciano sentire. E se non riescono a farsi sentire, ci vuole chi gli dia voce. Partendo dal locale.

 
14/06/2011 - Analisi sbagliata (Mariano Belli)

Non sono affatto d’accordo che si sia trattato di un referendum sul governo, a me che ho votato 4 si, per esempio, non sarebbe fregato nulla, mentre invece avevo forte il desiderio di far valere la mia volontà, le mie scelte, su temi importanti e delicati per il futuro dell’Italia e dei suoi (e miei) figli. E mia madre, 80enne, sempre votato al centro, cattolica tradizionalista, è andata a votare (con mia grande sorpresa) per le stesse ragioni, e perchè il nucleare è una tecnologia disumana, e perchè l'acqua è un bene di tutti, e perchè la gente è stufa di una classe politica che vuol prendersi le nostre vite....e lo capiscono perfino i vecchietti di 80 anni....voi? L’esito dei referendum dimostra, a chi vuol vedere, lo scollamento, mai stato tanto netto, tra il governo, i “rappresentanti” del popolo e lo stesso popolo che li ha eletti. Il popolo, la gente comune, vuole giustamente essere ascoltato e contare almeno qualcosa nelle scelte che riguardano la vita di tutti. Ma è così difficile da capire per tanti di voi?

 
14/06/2011 - Un nuovo piano energetico nazionale (Collina Andrea)

Bene. Il nucleare non si farà. Né ora e né mai. Puntiamo tutto sulle energie alternative. Giù con i pannelli fotovoltaici. Obiettivo: tutti i tetti di tutte le case ricoperti da pannelli fotovoltaici. Chi li paga? I proprietari delle case? I Comuni? Le Regioni? Lo Stato? Pannelli fotovoltaici anche sui campi: Basta agricoltura. basta pastorizia che non rende più di fronte alla concorrenza... Riempiamo le nostre campagne toscane, umbre e marchigiane di pannelli fotovoltaici e diciamo addio agli investimenti stranieri i quelle terre. E poi, vai con il ventoso eolico. Vai con i paessaggi devastati da pale immobili montati e gestiti da imprese in forte sospetto di "mafia". E i termovalorizzatori? Le centrali a biomasse? Anche queste sono energie alternative... Peccato che ogni volta che c'è un progetto per questo ci sono Comitati, Sindaci e pseudo-scienziati che si mettono di traverso e a forza di proclami, dibattiti e ricorsi bloccano ogni iniziativa... Alla fine l'unico piano alternativo energetico che ci può rimanere è scegliere se comprare più energia elettrica nucleare francese o più energia elettrica a petrolio arabo. Come diceva Rino Gaetano: "Pace, Prosperità e lunga vita al Sultano".

 
14/06/2011 - Perfettamente d'accordo (Michele Castelli)

Giusta l'analisi di Ostellino. Manca lo spirito critico, cioè la capacità di giudicare le cose nel loro significato. Anche secondo me nel merito dei quesiti la vittoria dei si è un danno per il paese e, soprattutto, si è scelto di mantenere uno status quo che non risolve nè il problema energetico nè il problema dello spreco dell'acqua. Di fronte a una situazione che non va bene, si è scelto di non cambiare. Inoltre sono d'accordo che la maggior parte della gente ha votato solo per dare una spallata al governo e strumentalizzare scelte così importanti solo per destabilizzare l'avversario politico è triste. Soprattutto, nel lungo periodo è controproducente. Per tutti.

 
14/06/2011 - trovo penoso che (Fabrizio Terruzzi)

tutti coloro che hanno strombazzato che il referendum non aveva carattere politico, pro o contro il governo, pur di far andare a votare la gente e raggiungere il quorum, il giorno dopo non parlano d'altro: della sconfitta politica del governo. Boh... Trovo penoso che di fronte a problemi così seri come quelli messi in gioco dal risultato del referendum non si parli piuttosto di come sviluppare un piano energetico alternativo, non basato su speranze e sogni, in grado di non compromettere ancor di più la già debole concorrenzialità del nostro sistema produttivo. E' proprio il caso di dire che la gente ha i politici che si merita e viceversa.