BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ 2. Barcellona: l'Italia s'è svegliata da un lungo sonno

Pubblicazione:mercoledì 15 giugno 2011 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 15 giugno 2011, 21.18

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Di questo risultato nessuna oligarchia di partito può appropriarsi, né alcuno schieramento politico può dire di averne determinato l’esito. I cittadini hanno capito che per la prima volta si andava a votare non sulle direttive di oligarchie di partito, che avevano già scelto i rappresentanti popolari attraverso vergognosi sistemi di nomina centralizzati, ma che essi stessi, i cittadini, potevano direttamente produrre il risultato del cambiamento dello scenario.
Io non so quanti si rendano veramente conto della portata rivoluzionaria di questo fatto, e cioè che il cittadino non si è trovato a mettere una croce su una lista di candidati predisposta da appositi comitati di partito, sottratti ad ogni controllo democratico, ma ha scelto direttamente di esprimere attraverso il proprio voto un giudizio sull’azione concreta che il governo è chiamato a compiere. Decidere sull’acqua, sull’energia nucleare e sul legittimo impedimento ha una portata simbolica non assolutamente paragonabile a quella di un’elezione parlamentare, perché in questa occasione i cittadini sono stati chiamati a rispondere direttamente a problemi che riguardano la loro esistenza immediata, simbolicamente espressa dalla fruibilità dell’acqua come bene comune, dalla sicurezza della propria vita rispetto ai grandi poteri che controllano l’energia, dal rispetto elementare dei principi di eguaglianza davanti alla legge a cui tutti affidano la legittimazione dell’ordine giuridico. I cittadini non sono stati chiamati a votare per tizio o caio, già nominato dal rispettivo partito o coalizione come predestinato a diventare parlamentare, ma si sono potuti organizzare direttamente per capire quale problema poneva ogni quesito e quale soluzione essi singolarmente e collettivamente pensavano che si dovesse perseguire. Il voto di questi circa trenta milioni di italiani ha un valore costituente di una nuova fase politica nella quale deve rendersi palpabile il rinnovamento delle classi politiche dirigenti in nome di un’altra forma di rappresentazione degli interessi e degli ideali popolari.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
15/06/2011 - Grazie (Francesco Giacalone)

Grazie

 
15/06/2011 - Non sono d'accordo (Mattia Lattuada)

Scusi ma come fa a dire che non c'è stata nessuna strumentalizzazione da parte dei partiti politici? oltre al fatto che gli italiani sono andati al voto senza una piena coscienza di ciò che stavano facendo? senza essere minimamente interessati e informati. Non so dove vive lei ma andando in università a Milano la cosa più evidente era la strumentalizzazione dei partiti che si basa sull'ignoranza e il disinteresse della gente. E' così che il referendum è passato basandosi sulla scarsa informazione degli italiani. Altro che italiani che vanno a votare liberamente secondo le proprie convinzioni.