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Politica

SCENARIO/ 2. Barcellona: l'Italia s'è svegliata da un lungo sonno

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Per dirla con estrema chiarezza, penso che insieme alla sepoltura definitiva di Berlusconi e della sua mitologia siano da guardare con sospetto tutti i personaggi politici della prima Repubblica che hanno trovato “asilo politico” nell’opposizione. Penso che sono altresì messi fuori gioco i tradizionali operatori del sistema mediatico che hanno continuato a baloccarsi con i soliti interlocutori politici e non hanno mai avuto la forza di rompere il gioco degli specchi fra amici e nemici di Berlusconi per lasciare spazio alle nuove generazioni che non amano essere imbrigliate in una mera scelta di campo senza progetto e senza prospettive.
Ci sono state trasmissioni televisive di commento come quella di Mentana de La7 che hanno provato a tradurre i risultati del referendum in assegnazione di percentuali di voto ai partiti e alle sigle dell’ultima consultazione elettorale politica. Francamente mi è sembrato una sorta di blocco onirico di fronte a un dato di realtà indiscutibile: se Berlusconi scompare dalla scena italiana, nessuno può immaginare che gli schieramenti politici restino come prima e tanto meno che restino in gioco gli attuali leader.
Quale sarà il significato elettorale del terzo polo in una competizione che si svolgerà forse con altre regole? E qual è la proposta politica di Casini, che sinora si è furbescamente barcamenato fra centrosinistra e centrodestra alla ricerca di un ceto moderato che non esiste? Potranno forse gli esponenti dei partiti minori della sinistra, da Ferrero a Vendola, mettere il cappello sui risultati del referendum che hanno completamente spazzato le tradizionali linee di appartenenza?
In termini più netti, se si interpreta correttamente il risultato di queste elezioni amministrative e di questi referendum, di questa immensa riscossa elettorale del popolo delle città e delle campagne, non si potrà più declinare la composizione politica del nostro Paese secondo gli schemi del centrodestra e del centrosinistra così come sono stati fissati nell’epoca berlusconiana. Questo voto popolare segna una discontinuità anche rispetto agli schieramenti e permette anzi di cogliere in tutta la sua gravità il significato funesto che ha avuto l’egemonia berlusconiana nel creare artificialmente una divisione fra gli italiani che non ha alcun riferimento alla realtà della vita quotidiana.


COMMENTI
15/06/2011 - Grazie (Francesco Giacalone)

Grazie

 
15/06/2011 - Non sono d'accordo (Mattia Lattuada)

Scusi ma come fa a dire che non c'è stata nessuna strumentalizzazione da parte dei partiti politici? oltre al fatto che gli italiani sono andati al voto senza una piena coscienza di ciò che stavano facendo? senza essere minimamente interessati e informati. Non so dove vive lei ma andando in università a Milano la cosa più evidente era la strumentalizzazione dei partiti che si basa sull'ignoranza e il disinteresse della gente. E' così che il referendum è passato basandosi sulla scarsa informazione degli italiani. Altro che italiani che vanno a votare liberamente secondo le proprie convinzioni.