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VERSO PONTIDA/ 1. Moncalvo (ex Padania): la Lega è in crisi, manca un'idea forte

Pubblicazione:venerdì 17 giugno 2011

Mario Borghezio (Imagoeconomica) Mario Borghezio (Imagoeconomica)

Bossi che molla Tremonti è una cosa che devo ancora vedere. Tra i due c’è un legame che va al di là della politica. Se vi ricordate, la Lega ha tradito Tremonti solo una volta: quando Bossi era malato e Maroni e Calderoli lo pugnalarono alle spalle.
Se il Senatur potesse indicare il candidato premier che possa prendere il posto di Berlusconi non farebbe certo il nome di un leghista. Meglio l’attuale ministro dell’Economia che un padano che possa fargli ombra.

Quindi non sarà Maroni il delfino?

Se parliamo del successore nel partito, Bossi è come Berlusconi: ciò che ha costruito lo lascerà in eredità ai figli. E non mi riferisco certo al “Trota”, ma a Roberto Libertà Bossi.
Se invece parliamo del candidato premier, insisto, sarà Tremonti, la personalità più interessante della politica italiana. Un esponente del Pdl che però è sostenuto dalla Lega e che in passato ha fatto capire a Berlusconi di avere addirittura i finanziatori (Della Valle in primis) per farsi un proprio partito.
Riguardo a Maroni il Senatur sta usando la “tattica della lepre”, aspetta soltanto che i cacciatori sparino…

Secondo lei comunque, al di là degli ultimatum, domenica non si consumerà la rottura tra la Lega e Berlusconi?  

No. Bossi e Berlusconi sono destinati ad andare d’amore a d’accordo fino a quando uno dei due non lascerà la scena. Come ha detto più volte Rosanna Sapori (ex giornalista di Radio Padania), senza mai essere smentita, nel 2000 tra i due è stato firmato un accordo davvero impegnativo davanti a un notaio.

Di cosa si trattava?

La Lega aveva delle cause pendenti di alcuni miliardi, anche perché La Padania ogni giorno dava del mafioso al Cavaliere. I debiti poi non mancavano. Convinto del fatto che la maggioranza degli italiani non fosse di sinistra, ma che un centrodestra senza la Lega sarebbe comunque stato condannato per sempre alla sconfitta, Berlusconi decise di azzerare tutto e aiutò addirittura il Carroccio a pagare la sede di Via Bellerio. In cambio però volle che il simbolo della Lega fosse sotto il suo controllo. Se la Sapori ha ragione anche l’Alberto da Giussano è di Silvio Berlusconi…

(Carlo Melato)



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COMMENTI
17/06/2011 - UN VATICINIO TROPPO FACILE (spadon gino)

"Vedrete, sul pratone di Pontida andrà in scena il solito teatrino. La trama è scritta e ben collaudata: Borghezio in mezzo alla folla a scaldare gli animi e sul palco la nomenclatura leghista a dire le sue bugie». Quadro perfetto quello tracciato sa Moncalvo.