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VERSO PONTIDA/ 2. Salvini (Lega Nord): pronti anche a lasciare Berlusconi

Umberto Bossi e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica) Umberto Bossi e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)


Solitamente hanno sempre parlato i segretari regionali e il Capo. Non conosco ancora la scaletta definitiva, ma posso dire che stiamo valutando l’ipotesi di un messaggio chiaro, univoco ed eloquente.

Ma secondo lei cosa si aspettano i militanti da Bossi?

La gente non si aspetta per domenica la moltiplicazione dei pani e dei pesci, la Rivoluzione francese o la fine del mondo. Vuole però un rilancio e una risposta alla sofferenza che questa fase di stallo sta generando.

Cosa intende per sofferenza?

La popolarità del premier non è certo ai massimi livelli degli ultimi 15 anni. Serve una reazione e un’accelerazione, a partire proprio dall’economia. Se la situazione di reddito delle famiglie e delle imprese fosse diversa, infatti, non saremmo qui a commentare dei risultati elettorali di questo tipo. Lo stesso discorso vale per i comuni del Nord che hanno le risorse, ma non possono spendere. Non importa se da altre parti non li hanno perché hanno speso male, la nostra gente non può più aspettare. Dopodiché sono urgenti delle risposte chiare su sicurezza, immigrazione e missione in Libia.

Sempre secondo Moncalvo l’unica cosa seria che potrebbe fare il Carroccio è abbandonare Berlusconi al proprio destino.

È una delle ipotesi sul tavolo. Dopo la sconfitta di Milano ho fatto incontri in tutte le sezioni e, personalmente, ho le idee chiare: se non arrivano risposte in fretta, meglio tornare a correre da soli. Certo, a quel punto raddoppieremmo i voti, ma si ricomincerebbe da zero, perdendo il lavoro fatto. Ma vale la pena andare avanti? La domanda è aperta, ci stiamo pensando. Di sicuro non stiamo a Roma per il gusto di lavorare a fianco di Scilipoti e Cosentino...

Ma Berlusconi e Bossi non hanno ormai un destino politico comune?