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PONTIDA/ Alemanno: così il governo non dura

Pubblicazione:lunedì 20 giugno 2011

Berlusconi e Bossi (Ansa) Berlusconi e Bossi (Ansa)

«Da Pontida non accetteremo provocazioni contro Roma», aveva avvisato il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, alla vigilia dell’attesissimo raduno del Carroccio. Ieri, dal palco del “sacro prato” dei leghisti, il Senatur ha però annunciato, tra le altre cose, lo spostamento di due ministeri (il suo e quello di Roberto Calderoli) nella Villa Reale di Monza. «Non temiamo le reazioni dei centralisti», ha urlato Umberto Bossi, prima di mostrare la nuova targa del dicastero ai militanti della Lega Nord. Troppo per il sindaco di Roma che, intervistato da IlSussidiario.net, ha dichiarato: «Avevo già avuto modo di parlare con il Presidente del Consiglio di questo argomento. Oggi comunque ribadirò a Berlusconi che non siamo disponibili ad accettare altre provocazioni sullo spostamento, anche se parziale, dei ministeri dalla Capitale».

È come se lei ormai parlasse a nome del “Partito di Roma”? Possiamo dire che questa è una novità rilevante all’interno del Pdl?


Non è una novità assoluta, perché è sempre esistita un’identità romana molto forte. Oggi però, e mi riferisco anche a Renata Polverini e a tutto il Pdl del Lazio, siamo costretti a farci sentire per evitare che l’unica capacità di condizionamento nei confronti del Governo sia nelle mani del “Partito del Nord”.

Secondo lei il Popolo della Libertà non è in grado di tenere testa alla Lega?

Se il Pdl affrontasse “a schiena dritta” il confronto con il Carroccio ce la potrebbe anche fare. Non c’è alcuna sproporzione, infatti, tra la nostra forza parlamentare e quella della Lega. Anche grazie al contributo del nuovo segretario, Angelino Alfano, sono convinto che potremo riequilibrare questo rapporto. Di certo però il Popolo della Libertà ha bisogno di rigenerarsi attraverso un grande Congresso nazionale che rilanci questo partito, il primo vero esperimento italiano di una destra e di un centro uniti all’interno di una stessa forza politica.

Ma se Berlusconi alla fine concedesse a Bossi lo spostamento di un ministero lei uscirebbe dal Pdl?


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COMMENTI
21/06/2011 - GIURAMENTO DI PONTIDA (2) (celestino ferraro)

Diciamo che il modo di dire conquistò le masse e non c’era argomento scabroso o misterioso del tempo che non si concludesse con l’ammiccante invito a “birre e salsicce”. Sarà stato così anche sul prato di Pontida, ieri domenica, quando Bossi ha chiesto categoricamente a Berlusconi (acclamato da diecimila scalmanati in visibilio) il trasloco da Roma a Milano di quattro ministeri e relativo apparato burocratico. Ci sarà stato un convenuto “birra e salsicce” fra Bossi e Berlusconi per rabbonire le masse di Pontida dello smacco subito con la catastrofe amministrativa. Qualcosa bisogna pur dare a questi del Carroccio (Alberto da Giussano non c’era), e Bossi si è impegnato a quietare gli avvinazzati che reclamano LIBERTÁ. Non capisco il ruolo agnostico di Berlusconi, questa fatica a mantenersi fedele il mastino padano mi lascia perplesso: “Quo usque tandem abutere, Bosse, patientia nostra”? Fra cotanto oltraggio giganteggia la figura austera e severa del ministro degli Interni, Maroni: la pace con la Libia ritirando i nostri aerei dai bombardamenti contro Gheddafi. Bene ha fatto intendere Napolitano: la NATO non è mica “birre e salsicce”. Celestino Ferraro

 
21/06/2011 - GIURAMENTO DI PONTIDA (celestino ferraro)

“BIRRA E SALSICCE” Era un modo di dire degli anni cinquanta, quelli eroici che ci videro trionfare sul mondo di macerie ereditate dalla guerra, insensata e sanguinaria come tutte le guerre. Interprete principale della gag fu il grande Totò, principe di Bisanzio, e il suo stupìto cameriere Carlo Croccolo, più tonto che garçon. Totò, Antonio Sapone, era il maggiordomo del marchesino Aroldo Tieri, Gastone, Legionario in Marocco per delusioni amorose. Per ricondurre in patria, a casa, da mammà, il marchesino, il maggiordomo Antonio doveva farsi assumere dall’organizzazione segreta che gestiva i traffici della Legione Straniera. La parola d’ordine convenuta in quella bettola dei “Servizi Francesi”, per il riconoscimento, era appunto “birra e salsicce”, pronunziato con un prognatismo articolato, a bocca chiusa, per far intendere che era ben altro quello che si desiderava. Raccoglieva la “comanda” il cameriere Croccolo, completamente ignaro del significato ascoso da attribuire a quel “birra e salsicce” pronunziato con fare così misterioso e confidenziale. Ovviamente, all’avventore Totò, viene regolarmente servito “birra e salsicce”. Qua c’è un “equinozio”, sbotta Totò che ripete la comanda afferrando per un braccio l’esterrefatto Croccolo. Il cameriere annuisce stupefatto, crede di aver capito, e consegna sempre al cliente spazientito “birra e salsicce”: un tavolo ricoperto di birre e salsicce a sazietà. Diciamo che il modo di dire conquistò le masse e non c’era argomento sc

 
21/06/2011 - Ofelè fà el tò mestè (Vulzio Abramo Prati)

L'espressione del titolo, "pasticcere fai il tuo mestiere" in milanese, si riferisce a quanti anzichè pensare al proprio lavoro si interessano di responsabilità altrui, Alemanno e Polverini docet! Non credo Bossi abbia letto l'Arte della guerra di Sun Tzu, però sa perfettamente come utilizzare la strategia per condurre una sua battaglia vincente. In un momento in cui è debole e la base sta per scavalcarlo ecco l'uscita sui ministeri, i soliti "centralisti" abboccano si minaccia un voto del Parlamento al 90% contro questa ipotesi, con voto bipartizan, Bersani, che fino a poco tempo fa offriva alla Lega di fare insieme il Federalismo se avesse lasciato il Governo, ora parte a testa bassa contro questa ipotesi e il gioco è fatto! La Lega si è ricompattata attorno al suo leader contri i "centralisti romani". Che politici di lungo corso non abbiano capito il giochetto mi lascia molto perplesso, altri come La Russa o Cicchitto l'hanno invece capito benissimo e si sono comportati di conseguenza!

 
20/06/2011 - Alemanno: così il governo non dura (Paolo Cantoni)

concordo con quanto scritto da Giovanni Pieroni, Alemanno e la Polverini che stimo,si occupino di piu dei problemi di Roma e del Lazio, dove indolenza e inefficenza sono rilevanti, si preuccupino dell' educazione a una responsabiltà. basta con questo spauracchio dell'unità d'Italia,con questa scusa il sud non si riscatterà mai dall'assitenzialismo.

 
20/06/2011 - Ministeri al nord (Carla D'Agostino Ungaretti)

Io invece, da cittadina romana, ritengo che la pretesa della Lega sia una enorme stupidaggine motivata solo dal fatto che i leghisti non hanno più idee concrete da proporre, visto che in 20 anni di esistenza non hanno ottenuto nulla. O forse sono mossi anche dall'invidia per i Romani che erano già i Romani quando i cosiddetti "padani" ancora saltavano sugli alberi. Ma poi loro, essendo federalisti, non sono contrari allo Stato centralizzato? E vorrebbero portarsi via qualche pezzo di quello Stato che disprezzano? Allora anche il sud avrebbe diritto a qualche ministero. Suvvia, signori, siamo seri: con tutti i problemi che abbiamo, volete proprio fissarvi sul trasferimento dei ministeri? Vedrete allora quando vi impantanerete anche voi nella odiata burocrazia! Quante risate faremo noi romani!

 
20/06/2011 - Sindaco Alemanno deve preoccuparsi di altro (GIOVANNI PIERONI)

Da cittadino romano condivido totalmente la richiesta, peraltro più che legittima, della Lega di trasferimento al Nord dei Ministeri, che certamente gioverebbe pure alla vivibilità della città di Roma. Sono altre invece le questioni di cui preoccuparsi, come il discutibile patrocinio dato sia dalla Regione Lazio che dal Comune di Roma all' Europride, manifestazione del tutto stonata rispetto alla storia di Roma e ai valori della grande maggioranza dei romani che certo non dimenticheranno presto l'accaduto.