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PONTIDA/ Alemanno: così il governo non dura

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Berlusconi e Bossi (Ansa)  Berlusconi e Bossi (Ansa)


Guardi, sono convinto che il leader della Lega Nord non riuscirà in questo suo intento. La risposta arriverà dai parlamentari del Pdl. Sto caldeggiando, infatti, una mozione parlamentare che scongiuri questa ipotesi e che potrà contare sicuramente sul 90% dei parlamentari, sia di centrodestra che di centrosinistra.

I tempi della “polenta e vaccinara” consumata nel centro di Roma da lei e Bossi sembrano lontanissimi.

Io ho la coscienza tranquillissima perché ho fatto di tutto, compresa quella manifestazione, per cercare di smorzare la conflittualità tra Roma e la Lega Nord. Per certi versi ci ero anche riuscito. Per un certo periodo, infatti, sono cessati gli insulti contro la Capitale. Oggi, purtroppo, devo però registrare il fatto che il Carroccio è tornato a posizioni non solo anti-romane, ma anche secessioniste. Di conseguenza sono costretto, con la linearità che mi ha sempre contraddistinto, a cambiare totalmente atteggiamento.

La Lega ieri ha distribuito anche uno scadenziario per il Governo. Entro le prossime due settimane andranno ridotti i contingenti all’estero.

Vede, ci sono dei temi, come questo ad esempio, su cui ci può essere una condivisione. Anch’io infatti ritengo che occorra ridurre l’impegno militare italiano nel mondo, a cominciare dalla Libia, dove la nostra missione sta assumendo sempre più un contenuto confuso e scarsamente pacificatorio. Non è comunque l’unico tema su cui si può convergere.

Altri esempi?

La Riforma costituzionale per ridurre il numero dei parlamentari e costituire il Senato federale o la discussione sul Patto di stabilità. Penso che si debbano trovare delle deroghe per i comuni virtuosi. Così come è necessario, sul versante economico-sociale, trovare una sintesi tra il necessario rigore di Tremonti e la necessità di dare una spinta positiva all’economia.

Tra le richieste dei leghisti c’è però anche la soluzione definitiva del problema delle quote latte, entro questa estate. 


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COMMENTI
21/06/2011 - GIURAMENTO DI PONTIDA (2) (celestino ferraro)

Diciamo che il modo di dire conquistò le masse e non c’era argomento scabroso o misterioso del tempo che non si concludesse con l’ammiccante invito a “birre e salsicce”. Sarà stato così anche sul prato di Pontida, ieri domenica, quando Bossi ha chiesto categoricamente a Berlusconi (acclamato da diecimila scalmanati in visibilio) il trasloco da Roma a Milano di quattro ministeri e relativo apparato burocratico. Ci sarà stato un convenuto “birra e salsicce” fra Bossi e Berlusconi per rabbonire le masse di Pontida dello smacco subito con la catastrofe amministrativa. Qualcosa bisogna pur dare a questi del Carroccio (Alberto da Giussano non c’era), e Bossi si è impegnato a quietare gli avvinazzati che reclamano LIBERTÁ. Non capisco il ruolo agnostico di Berlusconi, questa fatica a mantenersi fedele il mastino padano mi lascia perplesso: “Quo usque tandem abutere, Bosse, patientia nostra”? Fra cotanto oltraggio giganteggia la figura austera e severa del ministro degli Interni, Maroni: la pace con la Libia ritirando i nostri aerei dai bombardamenti contro Gheddafi. Bene ha fatto intendere Napolitano: la NATO non è mica “birre e salsicce”. Celestino Ferraro

 
21/06/2011 - GIURAMENTO DI PONTIDA (celestino ferraro)

“BIRRA E SALSICCE” Era un modo di dire degli anni cinquanta, quelli eroici che ci videro trionfare sul mondo di macerie ereditate dalla guerra, insensata e sanguinaria come tutte le guerre. Interprete principale della gag fu il grande Totò, principe di Bisanzio, e il suo stupìto cameriere Carlo Croccolo, più tonto che garçon. Totò, Antonio Sapone, era il maggiordomo del marchesino Aroldo Tieri, Gastone, Legionario in Marocco per delusioni amorose. Per ricondurre in patria, a casa, da mammà, il marchesino, il maggiordomo Antonio doveva farsi assumere dall’organizzazione segreta che gestiva i traffici della Legione Straniera. La parola d’ordine convenuta in quella bettola dei “Servizi Francesi”, per il riconoscimento, era appunto “birra e salsicce”, pronunziato con un prognatismo articolato, a bocca chiusa, per far intendere che era ben altro quello che si desiderava. Raccoglieva la “comanda” il cameriere Croccolo, completamente ignaro del significato ascoso da attribuire a quel “birra e salsicce” pronunziato con fare così misterioso e confidenziale. Ovviamente, all’avventore Totò, viene regolarmente servito “birra e salsicce”. Qua c’è un “equinozio”, sbotta Totò che ripete la comanda afferrando per un braccio l’esterrefatto Croccolo. Il cameriere annuisce stupefatto, crede di aver capito, e consegna sempre al cliente spazientito “birra e salsicce”: un tavolo ricoperto di birre e salsicce a sazietà. Diciamo che il modo di dire conquistò le masse e non c’era argomento sc

 
21/06/2011 - Ofelè fà el tò mestè (Vulzio Abramo Prati)

L'espressione del titolo, "pasticcere fai il tuo mestiere" in milanese, si riferisce a quanti anzichè pensare al proprio lavoro si interessano di responsabilità altrui, Alemanno e Polverini docet! Non credo Bossi abbia letto l'Arte della guerra di Sun Tzu, però sa perfettamente come utilizzare la strategia per condurre una sua battaglia vincente. In un momento in cui è debole e la base sta per scavalcarlo ecco l'uscita sui ministeri, i soliti "centralisti" abboccano si minaccia un voto del Parlamento al 90% contro questa ipotesi, con voto bipartizan, Bersani, che fino a poco tempo fa offriva alla Lega di fare insieme il Federalismo se avesse lasciato il Governo, ora parte a testa bassa contro questa ipotesi e il gioco è fatto! La Lega si è ricompattata attorno al suo leader contri i "centralisti romani". Che politici di lungo corso non abbiano capito il giochetto mi lascia molto perplesso, altri come La Russa o Cicchitto l'hanno invece capito benissimo e si sono comportati di conseguenza!

 
20/06/2011 - Alemanno: così il governo non dura (Paolo Cantoni)

concordo con quanto scritto da Giovanni Pieroni, Alemanno e la Polverini che stimo,si occupino di piu dei problemi di Roma e del Lazio, dove indolenza e inefficenza sono rilevanti, si preuccupino dell' educazione a una responsabiltà. basta con questo spauracchio dell'unità d'Italia,con questa scusa il sud non si riscatterà mai dall'assitenzialismo.

 
20/06/2011 - Ministeri al nord (Carla D'Agostino Ungaretti)

Io invece, da cittadina romana, ritengo che la pretesa della Lega sia una enorme stupidaggine motivata solo dal fatto che i leghisti non hanno più idee concrete da proporre, visto che in 20 anni di esistenza non hanno ottenuto nulla. O forse sono mossi anche dall'invidia per i Romani che erano già i Romani quando i cosiddetti "padani" ancora saltavano sugli alberi. Ma poi loro, essendo federalisti, non sono contrari allo Stato centralizzato? E vorrebbero portarsi via qualche pezzo di quello Stato che disprezzano? Allora anche il sud avrebbe diritto a qualche ministero. Suvvia, signori, siamo seri: con tutti i problemi che abbiamo, volete proprio fissarvi sul trasferimento dei ministeri? Vedrete allora quando vi impantanerete anche voi nella odiata burocrazia! Quante risate faremo noi romani!

 
20/06/2011 - Sindaco Alemanno deve preoccuparsi di altro (GIOVANNI PIERONI)

Da cittadino romano condivido totalmente la richiesta, peraltro più che legittima, della Lega di trasferimento al Nord dei Ministeri, che certamente gioverebbe pure alla vivibilità della città di Roma. Sono altre invece le questioni di cui preoccuparsi, come il discutibile patrocinio dato sia dalla Regione Lazio che dal Comune di Roma all' Europride, manifestazione del tutto stonata rispetto alla storia di Roma e ai valori della grande maggioranza dei romani che certo non dimenticheranno presto l'accaduto.