BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ 2. La lenta agonia di Bossi tra penultimatum e mosse disperate

Dal pratone di Pontida Bossi cerca la sveglia per il popolo padano. Ma il suo ultimatum nelle ultime ore è già diventato materia di mediazione. MARCO ALFIERI ci illustra la situazione

Umberto Bossi e Roberto Maroni (Foto: ANSA)Umberto Bossi e Roberto Maroni (Foto: ANSA)

“Dopo Pontida e il cronoprogramma ‘prendere o lasciare’ fissato dal Capo sul pratone bergamasco siamo già al mercanteggiamento notturno”, nota un vecchio parlamentare della maggioranza, non senza ironie. In effetti ieri notte Pdl e Lega hanno concordato che il trasferimento dei ministeri è da intendersi come quello di uffici di rappresentanza anche se operativi, mentre le sorti della missione in Libia, al netto del richiamo del Colle, sono demandati al Consiglio supremo di difesa che si riunirà il 6 luglio. Già, nel frattempo che ne sarà degli ultimatum? Forse che Bossi a Pontida ha scherzato? La faccenda è più complicata e per provare ad immaginare che piega prenderà la politica italiana nel corso di questa estate, dove strappi e toni ultimativi si accavalleranno senza sosta, occorre fare un passo indietro.

Nell’ultimo anno sono successe 3-4 cose a cui il partitone verde non era abituato, specie dopo il ciclo elettorale 2008-2010 che lo ha visto espandersi dalle proprie roccaforti pedemontane del Lombardoveneto al Piemonte e la Liguria e poi scendere sulla via Emilia, in Toscana e nelle Marche. Primo. L’onda lunga della crisi globale colpisce il blocco sociale del Carroccio più di altri:  pmi e partite Iva faticano a ripartire dopo lo tsunami mondiale. L’economia stagna, le imprese chiudono e cresce la disoccupazione. Secondo. Con il doppio ko alle amministrative e ai referendum sembra finita l’illusione di giocarsi insieme partito di lotta e di governo. Istituzionali a Roma, anti sistema in periferia. Nelle precedenti elezioni la Lega aveva lucrato sulla doppia anima facendo cestino del voto in uscita dal Pdl: crescevano le tensioni interne ma i voti restavano tutti nel perimetro del centrodestra. Non è più così. Terzo. La malattia di Bossi avanza, il suo carisma è appannato, e questo apre una guerra intestina tra colonnelli leghisti: Roberto Maroni in cooperazione/competizione con Roberto Calderoli, i giovani amministratori locali contro la nomenclatura romana, i “famigli” stretti del Senatur contro chiunque attenti alla leadership del Capo.

Proprio in queste ore i “maroniani” hanno sventato un blitz del cerchio magico (Reguzzoni, Bricolo e Rosi Mauro), i pretoriani stretti che dalla malattia del Capo sorvegliano sul suo corpo come fosse il sacro Graal sotto l’occhio benevolo della signora Manuela, la consorte del Senatur, che vorrebbero silurare il segretario lombardo del partito, Giancarlo Giorgetti. Sullo sfondo il dopo Berlusconi: il cerchio non vuol mollare Silvio perché perderebbe peso interno e poltrone e non vuol lasciare campo libero alla leadership di Maroni; il ministro dell’Interno a sua volta sa bene che per non morire con Silvio, occorre immaginare una strategia che ne prescinda. Bossi sta in mezzo e cerca il divide et impera per sopravvivere.


COMMENTI
23/06/2011 - SITUAZIONE E VALUTAZIONE DELLA LEGA NORD (enrico ricci)

Noi della LIFE associazione dei piccoli e medi imprenditori abbiamo creduto nella Lega Nord, ma purtroppo ci ha disilluso in quanto non abbiamo ottenuto la tutela dei diritti naturali ed elementari degli imprenditori quali la libertà di lavoro,di impresa guadagno e profitti, di concorrenza,la burocrazia che incide sull'economia dell'azienda,la detassazione dell'Irpef, balzello anacronistico,perverso, unico in Europa,versamento dell'IVA dopo l'incasso delle fatture (illusione) ed altro...... Ci stiamo organizzando ed agiremo con coloro che credono non nei partiti ma nella loro coscienza di liberi e determinati operatori economici per rivendicare quanto fino ad oggi non abbiamo ottenuto. Ferruccio Bracci

 
21/06/2011 - scelte disperate (antonio panero)

Sono tantissimi gli errori della lega che hanno causato la fuga di molti elettori. Il trasformismo da partito di lotta e di rinnovamento a partito delle poltrone e delle presidenze (province, ASL, aziende pubbliche, ecc.)è uno di questi. Alcune scelte poi sono sconvolgenti. Ad esempio, la difesa ad oltranza di 200 allevatori sulle quote latte, con provvedimenti allucinanti tali da allarmare l'opinione pubblica ed inimicarsi 50.000 allevatori che in questi anni si sono messi in regola. Ormai siamo ben oltre la fase del crepuscolo.

 
21/06/2011 - realizzare il federalismo (attilio sangiani)

realizzando il federalismo la Lega di Bossi avrà reso un prezioso servizio al Paese. Però deve ancora lavorare in questo senso. Tutto il resto è zavorra. Poi farà la fine del partito repubblicano: realizzata la Repubblica,tutti sono diventati repubblicani ed il partito non era più necessario.