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SCENARIO/ 2. La lenta agonia di Bossi tra penultimatum e mosse disperate

Umberto Bossi e Roberto Maroni (Foto: ANSA) Umberto Bossi e Roberto Maroni (Foto: ANSA)

La doppia sberla elettorale (amministrative+referendum) arriva a valle di queste novità. Un impasto che produce fibrillazioni, smarcamenti e proteste da parte di una base delusa per una riforma federalista che sa di plastica e il patto di stabilità imposto dal ministro “amico” Giulio Tremonti che strozza i comuni virtuosi del nord. E poi il Carroccio paga l’eccessivo abbraccio di questi anni con Silvio Berlusconi: scandali sessuali, leggi ad personam, clientelismo politico spinto, mance ai comuni del sud. Il Carroccio ha sempre votato tutto. Una subalternità che mina la credibilità della stessa classe dirigente leghista, accusata da molti militanti di essersi ormai “imborghesita” e “romanizzata.”

Eccoci allora al senso delle parole di Pontida. Bossi ha provato a rimotivare il proprio popolo ma alla fine ha solo guadagnato qualche mese di ossigeno rimandando di fatto alla festa dei popoli padani di Venezia (in settembre), il momento delle decisioni vere: rilancio seppure a tempo dell’alleanza con Berlusconi o mani libere? Di certo trovare la quadra tra soldi per rilanciare l’azione di governo che non ci sono, il rapporto di ferro con l’amico Giulio incrinato e Maroni che scalpita per prendersi la leadership interna, non sarà semplice. Il penultimatum al governo di domenica riflette quindi lo stato d’animo di un Carroccio in trappola (e con lui il suo leader stanco) e diviso al suo interno.

Teme di finire sotto le macerie con Silvio ma non sa come uscirne: mollare l’alleanza è sconsigliato dalla legge elettorale; spingere per il voto anticipato in queste condizioni vorrebbe dire quasi certamente perdere (e infatti Bossi lo ha ammesso dal pratone); sposare un governo tecnico rischierebbe di consegnare il paese alle manovre di palazzo e finire emarginati. A Bossi non resta che mostrare i muscoli e minacciare Berlusconi e Tremonti sulla Libia, la riforma fiscale e i ministeri al nord. Mosse disperate, di una leadership al crepuscolo.

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COMMENTI
23/06/2011 - SITUAZIONE E VALUTAZIONE DELLA LEGA NORD (enrico ricci)

Noi della LIFE associazione dei piccoli e medi imprenditori abbiamo creduto nella Lega Nord, ma purtroppo ci ha disilluso in quanto non abbiamo ottenuto la tutela dei diritti naturali ed elementari degli imprenditori quali la libertà di lavoro,di impresa guadagno e profitti, di concorrenza,la burocrazia che incide sull'economia dell'azienda,la detassazione dell'Irpef, balzello anacronistico,perverso, unico in Europa,versamento dell'IVA dopo l'incasso delle fatture (illusione) ed altro...... Ci stiamo organizzando ed agiremo con coloro che credono non nei partiti ma nella loro coscienza di liberi e determinati operatori economici per rivendicare quanto fino ad oggi non abbiamo ottenuto. Ferruccio Bracci

 
21/06/2011 - scelte disperate (antonio panero)

Sono tantissimi gli errori della lega che hanno causato la fuga di molti elettori. Il trasformismo da partito di lotta e di rinnovamento a partito delle poltrone e delle presidenze (province, ASL, aziende pubbliche, ecc.)è uno di questi. Alcune scelte poi sono sconvolgenti. Ad esempio, la difesa ad oltranza di 200 allevatori sulle quote latte, con provvedimenti allucinanti tali da allarmare l'opinione pubblica ed inimicarsi 50.000 allevatori che in questi anni si sono messi in regola. Ormai siamo ben oltre la fase del crepuscolo.

 
21/06/2011 - realizzare il federalismo (attilio sangiani)

realizzando il federalismo la Lega di Bossi avrà reso un prezioso servizio al Paese. Però deve ancora lavorare in questo senso. Tutto il resto è zavorra. Poi farà la fine del partito repubblicano: realizzata la Repubblica,tutti sono diventati repubblicani ed il partito non era più necessario.