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SCENARIO/ 2. Quarantaquattro fiducie in 3 anni, una sconfitta anche per il Pd

Il vero impegno dei politici di destra e sinistra, afferma PAOLA BINETTI, dovrebbe essere quello di recuperare la fiducia con gli elettori, che sembrano sfiduciare l’intera classe politica

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Due fiducie in 24 ore sono un bel record anche per questo governo che sembra giunto a quota 44… Quarantaquattro fiducie in tre anni sono in media più di una al mese: come se questa maggioranza sentisse il bisogno di verificare la tenuta della sua maggioranza ogni mese! Ogni mese per tre anni consecutivi, questo a prescindere dai contenuti specifici delle singole votazioni di fiducia.
Ciò che colpisce è il bisogno che ha questo governo di verificare con insistenza degna di miglior causa la tenuta della sua maggioranza. Perché non c’è dubbio che ogni fiducia è prima di tutto e soprattutto una verifica della tenuta interna di una coalizione. Una verifica tanto più problematica se si tiene conto del vantaggio che questo Governo aveva allo start up: un margine di oltre 100 voti, che si è andato consumando mese dopo mese, fino ad apparire stiracchiato e preoccupante.
La vera valutazione della fiducia del Governo va letta in questo  progressivo sfarinamento del consenso interno.  Agli inizi della legislatura non è stato estraneo a questo processo di lenta consunzione neppure il Pd, che ha visto una migrazione significativa dei suoi parlamentari dalla sinistra verso il centro, sia che si trattasse di un nuovo soggetto politico come l’Alleanza per l’Italia, sia che si creasse un convergere verso l’Unione di Centro.  Da sinistra lo spostamento al centro è stato motivato dalla tutela di una serie di valori messi tra parentesi con troppa disinvoltura da una parte del gruppo dirigente; una sorta di lenta emorragia che si è fermata nel momento in cui si è invertito il flusso dei consensi generali, che si è spostato da destra a sinistra.
Ora si avverte a sinistra un’atmosfera di euforia, che sembra preludere alla prossima vittoria elettorale sul piano delle politiche. Niente di strano se si tiene conto che dal 1994 abbiamo avuto una sistematica alternanza, per cui destra e sinistra hanno marcato il passo anche a prescindere dai risultati oggettivamente ottenuti dal governo in carica. Come se per l’appunto il Paese soffrisse di una cronica crisi di fiducia che obbliga a scaricare il governo in carica per verificare se l’altro, chiunque fosse, potrebbe fare meglio.


COMMENTI
23/06/2011 - Binetti (Costanzo Rossi)

Egregia Dr.ssa, ma davvero pensa di scrivere cose "nuove" o importanti, stando al suo articolo sulle fiducie parlamentari ancorchè qs. avvenga dopo essere andata via dal PD (quanto le è costato!).Lei non è intellettualmente serena (la figura di Berlusconi sembra disturbarla); e vuol far passare l'idea come fa tutto il suo partito, che la soluzione e le risposte alle aspettative degli italiani passi innanzitutto per le dimissioni che dovrebbe dare il capo del governo. Ma davvero nel suo intimo, dentro le grandi questioni nazionali ed internazionali, crede che è necessario all'Italia che accada qs.? Davvero pensa che piuttosto che il confronto politico sulle cose concrete (ad es. lavorando seriamente nelle Commissioni) sia risolutivo per il ns. bene agognare la caduta del Governo e sperare che con Voi al potere l'Italia torni a sorridere? Se dovesse essere così penso a quanta ragione hanno tutti coloro che hanno disistima per i politici. E non certo per le faccende personali sputtanate ai 4 venti da tutti voi GRANDI MORALISTI. Ma per la poca capacità che avete di muovervi PER IL BENE DELLA PERSONA prima e al di sopra di tutti i tornaconti. Per ultimo sappiamo tutti che qs. voto di fiducia è stato richiesto dal capo dello stato.Che anomalia tutta italiana che il presidente della Repubblica si metta a fare i conti ...... O no?

 
22/06/2011 - Fiducia nei politici? (Corrado Rizzi)

Non mi risulta che l'on. Binetti o qualcuno dei suoi colleghi abbia presentato una qualsiasi proposta di legge per la riduzione dei costi della politica a partire dal suo stipendio. Quale fiducia pensa possa avere un cittadino nei confronti di costoro?