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Politica

SCENARIO/ 2. Quarantaquattro fiducie in 3 anni, una sconfitta anche per il Pd

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

E’ questa la crisi di fiducia più interessante su cui varrebbe la pena soffermarsi, perché sulla fiducia di oggi, nonostante i venti di opposizione, non si può dubitare. Ci sarà e sarà letta dalla maggioranza come un plauso alla propria azione di governo, nonostante le recentissime batoste delle amministrative e dei referendum. Ma che ci sia tra un anno o due è cosa tutta da verificare, che contrasterebbe con l’andamento generale dei governi negli ultimi venti anni. Eppure è lì che un governo dovrebbe guardare come alla vera prova di fiducia del Paese nei suoi confronti.  E finora nessun governo è mai stato capace di farsi riconfermare, decretando così la più pesante prova di sfiducia da parte di quanti lo avevano sostenuto solo pochi mesi prima.
Fiducia sì, oggi e domani… ma quella che conta è la fiducia di dopodomani… quando ci presenteremo nuovamente davanti agli elettori per sapere a chi passerà il testimone dell’azione di governo… un governo difficile, con un debito pubblico spaventoso,  con il rischio di retrocessione sempre nell’angolo e con un cumulo di aspettative enormi davanti ad un popolo deluso, amareggiato e in cerca disperata di un cambiamento virtuoso e non solo delle tipiche promesse virtuali da campagna elettorale. E’ a quella fiducia che tutti dobbiamo guardare da oggi, ognuno nel proprio partito di appartenenza, ognuno nel proprio gruppo di riferimento ideale, da destra, da sinistra e dal centro. Occorre ricominciare oggi a recuperare fiducia, questa è la sfida per tutti.
Siamo tutti impegnati a cercare di ricostruire il tessuto di fiducia con gli elettori, che sembrano i più decisi a sfiduciare questa classe politica, dovunque si sia collocata in questi ultimi anni. Al premier oggi è andata bene, e forse anche domani andrà bene, ma l’importante è cosa accadrà dopo  domani… quando il giudizio degli elettori pronuncerà la sua parola definitiva… tanto definitiva come accade in politica: potrà durare venti mesi, come è accaduto con l’ultimo governo Prodi, oppure tre… quattro o cinque anni! Come potrebbe accadere per questo governo, che sembra ad orologeria, ma che comunque passo dopo passo sta sopravvivendo a se stesso e potrebbe perfino arrivare alla fine della legislatura. Anche se questo non lo esimerà dal doversi presentare all’unica vera fiducia che conta: quella con gli elettori alla scadenza della legislatura, per sapere a chi toccherà guidare la XVII.

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COMMENTI
23/06/2011 - Binetti (Costanzo Rossi)

Egregia Dr.ssa, ma davvero pensa di scrivere cose "nuove" o importanti, stando al suo articolo sulle fiducie parlamentari ancorchè qs. avvenga dopo essere andata via dal PD (quanto le è costato!).Lei non è intellettualmente serena (la figura di Berlusconi sembra disturbarla); e vuol far passare l'idea come fa tutto il suo partito, che la soluzione e le risposte alle aspettative degli italiani passi innanzitutto per le dimissioni che dovrebbe dare il capo del governo. Ma davvero nel suo intimo, dentro le grandi questioni nazionali ed internazionali, crede che è necessario all'Italia che accada qs.? Davvero pensa che piuttosto che il confronto politico sulle cose concrete (ad es. lavorando seriamente nelle Commissioni) sia risolutivo per il ns. bene agognare la caduta del Governo e sperare che con Voi al potere l'Italia torni a sorridere? Se dovesse essere così penso a quanta ragione hanno tutti coloro che hanno disistima per i politici. E non certo per le faccende personali sputtanate ai 4 venti da tutti voi GRANDI MORALISTI. Ma per la poca capacità che avete di muovervi PER IL BENE DELLA PERSONA prima e al di sopra di tutti i tornaconti. Per ultimo sappiamo tutti che qs. voto di fiducia è stato richiesto dal capo dello stato.Che anomalia tutta italiana che il presidente della Repubblica si metta a fare i conti ...... O no?

 
22/06/2011 - Fiducia nei politici? (Corrado Rizzi)

Non mi risulta che l'on. Binetti o qualcuno dei suoi colleghi abbia presentato una qualsiasi proposta di legge per la riduzione dei costi della politica a partire dal suo stipendio. Quale fiducia pensa possa avere un cittadino nei confronti di costoro?