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SCUOLA/ Toccafondi: caro Tremonti, il ritardo dei fondi rischia di uccidere le paritarie

La volontà del Parlamento è stata chiara: le scuole non statali sono una ricchezza e non devono avere riduzioni di stanziamento. Da mesi però non ricevono quanto dovuto. GABRIELE TOCCAFONDI

Emergenza fondi per le scuole non statali (Fotolia) Emergenza fondi per le scuole non statali (Fotolia)

La volontà del Parlamento è stata chiara, le scuole non statali sono una ricchezza e non devono avere riduzioni di stanziamento. È stato così nel 2009 e nel 2010 attraverso emendamenti del Pdl, stessa cosa è accaduta nel 2011 con il reintegro del fondo per 245 milioni di euro. Tutto questo in una situazione economica molto difficile e per niente facile. Questo alla luce del fatto che queste importanti realtà scolastiche, non private bensì non statali - perché la risposta è da definirsi in tutto e per tutto sempre pubblica, sono fondamentali per l'educazione dei nostri ragazzi. Sono scuole fondamentali per fronteggiare quell'emergenza educativa che tutti riteniamo essere uno dei problemi da affrontare. Sono scuole fondamentali che si trovano in tutte le realtà sociali del Paese e, in molti casi, sono le uniche scuole presenti in molte realtà geografiche. Sono scuole che fanno risparmiare anche le casse dello Stato.

Nonostante questo da mesi queste scuole non hanno ricevuto quanto dovuto e sono al collasso. Il fondo in finanziaria 2011 è di 530 milioni di euro ma solo 280 milioni di euro sembrano al momento effettivi, anzi effettivi ad ora sono solo 252 milioni di euro perché 28 milioni di euro sarebbero stati accantonati per esigenze statali. I rimanenti 245 milioni di euro - reintegrati in finanziaria attraverso l'emendamento - ancora non sono stati resi disponibili per la ripartizione perché legati alla vendita delle cosiddette frequenze televisive digitali. Così il Ministero competente si limita fino ad ora mensilmente a distribuire quota parte dei 252 milioni di euro ma non degli altri - ovvero dei 28 milioni di euro accantonati - ma soprattutto dei 245 milioni di euro reinseriti in finanziaria attraverso un emendamento. Insomma, su 530 milioni di euro, per ora sono ripartiti solo 252 milioni di euro.

Risulta a tutti evidente che per le scuole non statali questi fondi risultano indispensabili per la chiusura dei bilanci e per l'andamento delle normali funzioni durante il corrente anno scolastico e che queste scuole erano e sono certe che il contributo statale sia pari a 530 milioni di euro e non meno della metà. I loro bilanci annuali si basano su questa cifra e non su altra, queste scuole hanno spese, stipendi e personale e adesso che entriamo nel periodo estivo e non dispongono delle entrate provenienti dalle rette che i genitori pagano mensilmente, queste migliaia di scuole si trovano in notevole difficoltà e indebitamento, con il rischio reale e concreto di chiudere e non poter affrontare l'apertura di settembre ovvero il nuovo anno scolastico.

Per questo ho presentata insieme a 50 deputati del Pdl un’interpellanza urgente che ha avuto una risposta giovedì 23 giugno alla Camera da parte del Ministero dell’Economia (di seguito riportata). Con la risposta si danno alcune certezze ma rimane un problema di tempi di erogazione perché siamo di fronte ad una corsa contro il tempo. Le certezze non sono banali: i fondi che saranno distribuiti sono quasi 500 milioni di euro, quindi restano accantonati solo 28 milioni. Il relativo provvedimento di erogazione è al momento in corso di perfezionamento. Tolto il “burocratese ministeriale” possiamo dire che i soldi stanno arrivando. La domanda, e anche la nostra richiesta politica, è adesso rivolta a capire quando arriveranno, perché molte sono le scuole che per pagare gli stipendi stanno ricorrendo a prestiti bancari o ad aiuti ed erogazioni straordinarie. È una corsa contro il tempo perché più tardi arriveranno questi fondi più scuole rischiano la chiusura.