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Politica

SCENARIO/ 2. Lupi (Pdl): le tre lezioni di una brutta sconfitta

A pochi giorni dalla netta sconfitta del centrodestra alle elezioni amministrative MAURIZIO LUPI torna ad analizzare il risultato e ne trae alcuni insegnamenti utili per il centrodestra

Angelino Alfano e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)Angelino Alfano e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)

Abbiamo perso. È inutile girare intorno alla questione. La sconfitta è stata netta. E anche se si trattava di elezioni amministrative, che per loro natura hanno come oggetto il governo delle città, anche se la disfatta arriva dopo tre anni in cui il centrodestra ha vinto tutte le sfide elettorali che ha dovuto affrontare, sarebbe un errore minimizzare il dato. Bisogna saperlo leggere e interpretare avendo sempre profondo rispetto della volontà degli elettori.

Secondo me l’esito del voto ci consegna tre insegnamenti. Il primo è che la politica urlata, fondata sulla demonizzazione dell’avversario che diventa un nemico da abbattere in qualunque modo e a qualunque costo, non premia. Anche perché fa venire meno il dibattito sui contenuti dell’azione di governo che sono ciò che veramente interessa ai cittadini.

Il secondo insegnamento è la certezza che esiste in Italia un popolo vivo. Gente desiderosa di essere protagonista nella costruzione del bene comune. L’abbiamo vista all’opera a Milano a sostegno del candidato Moratti, come per Pisapia. Tutta la campagna elettorale, in maniera assolutamente bipartisan, è stata caratterizzata dalla presenza di giovani e adulti che hanno riempito i mercati, le chiese, le piazze. È un elemento di assoluta positività. Un punto da cui ripartire che dimostra, più di qualsiasi analisi sociologica, che il Paese ha voglia di politica.

Il terzo insegnamento è che dal contatto con questo popolo vivo emergono tanti bisogni e domande: le difficoltà delle imprese penalizzate da una burocrazia asfissiante e da un fisco che le vessa; la disoccupazione, specialmente giovanile e degli over 50; le fatiche delle famiglie, che soprattutto in questi anni di crisi si sono rimboccate le maniche. Il nostro compito, oggi più che mai, deve essere quello di elaborare risposte efficaci a questi bisogni. Come? Anzitutto rilanciando l’azione del governo attraverso: una riforma fiscale che metta al centro la famiglia e la persona, una vera semplificazione normativa che elimini lacci e lacciuoli, una lotta all’evasione fiscale che non si fondi sulle vessazioni, un investimento su un sistema educativo e di ricerca che aiuti la crescita.