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Politica

SCENARIO/ 2. Lupi (Pdl): le tre lezioni di una brutta sconfitta

Angelino Alfano e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)Angelino Alfano e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)


Qualcuno potrebbe obiettare che non basta una lista di buone intenzioni per cambiare il volto del Paese. Lo so ed è per questo che la mia responsabilità è anzitutto quella di lavorare, nel luogo in cui sono chiamato a operare, perché il centrodestra si muova lungo questa strada. So di non essere solo e credo che proprio l’unità di intenti che condivido con tutti quelli che, insieme a me, sono impegnati nel Pdl, sia l’unica possibilità per intercettare il messaggio che gli elettori ci hanno inviato.

Il percorso non è semplice e di certo non tranquillizza il fatto che il voto amministrativo abbia consegnato il riformismo del Pd nelle mani di forze più estreme che ora dovranno comunque dimostrare con i fatti di saper governare Napoli e Milano. Così come preoccupano certi toni e certe manifestazioni pubbliche che, all’indomani del voto, hanno evocato il 25 aprile e  la “liberazione”.

Non vorremmo che a una domanda legittima degli elettori si rispondesse in maniera ideologica e inadeguata. Per questo occorre riprendere in mano il filo della politica e riconquistare quanti hanno mostrato nelle urne la loro frustrazione e la loro delusione.
Credo che la scelta di nominare il ministro della Giustizia Angelino Alfano come segretario nazionale del Pdl sia un importante segnale in questa direzione.

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