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SCENARIO/ Letta (Pd): il referendum? Un'altra spallata, poi elezioni con Bersani premier

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Pier Luigi Bersani in festa (Imagoeconomica)  Pier Luigi Bersani in festa (Imagoeconomica)

Il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, ha le idee chiare sul futuro del centrosinistra all'indomani della vittoria alle elezioni amministrative. «Questo voto archivia Berlusconi e Bossi», dice Letta invitando i suoi a prepararsi a governare. «Serve un attacco a tre punte: con il Pd al centro, Vendola e Di Pietro alla sinistra e il Terzo Polo sul lato destro».

Onorevole Letta, prima del voto nell’opposizione erano in pochi a credere di poter costruire un centrosinistra “da Casini a Vendola”. È davvero convinto che questa vittoria vi permetterà di realizzare un’alleanza addirittura da Fini fino al leader di Sinistra e Libertà?

Queste elezioni hanno dimostrato che i formalismi e le logiche politiciste non portano da nessuna parte e che le alleanze non si costruiscono utilizzando le sigle politiche come se fossero mattoncini del Lego.
Ora serve una riflessione politica e culturale sulla missione che l’Italia ha oggi nel mondo. Per questo dico che dobbiamo aprire nel centrosinistra una discussione sui grandi temi: dalla crescita che ancora non si vede, alle soluzioni per poterla stimolare, fino ai conti da tenere in ordine. A mio avviso è naturale che per fare questo, almeno in una fase iniziale, si possa partire da chi ha fatto opposizione in questi mesi e perciò dall’area politica che lei ha sintetizzato.

Come si evitano gli errori del passato? Spesso nel Pd si evoca lo spettro del caravanserraglio dell’Unione…

Intanto c’è una differenza di fondo con quel tipo di esperienza: per la prima volta nella storia delle coalizioni di centrosinistra il futuro premier non sarà un federatore. Sarà invece espressione di un partito largamente maggioritario nella coalizione, capace di rappresentare più dei due terzi dei suoi consensi.
Una novità non da poco, dato che all’epoca dell’Unione nessun partito della coalizione, preso singolarmente, superava il 20% dei voti. Non si verificherà più, quindi, un’alleanza tra 11 o 12 partiti medio-piccoli, ci sarà invece un “partito guida”, il Partito Democratico, affiancato da due e tre alleati.

Se si parla di contenuti la strada per un’alleanza stabile sembra però ancora lunga. Poco tempo fa, parlando di politica estera, lei disse che “Di Pietro sembra aver poca voglia di governare”. L’entusiasmo della vittoria aiuterà a colmare anche alcune significative differenze programmatiche? 


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COMMENTI
07/06/2011 - Onorevole Letta , che delusione! (annarita tiberio)

Ho sempre stimato l'onorevole Letta che mi era sembrato un poco al di sopra delle meschine logiche di potere che attanagliano il 98% di coloro che siedono, iper-retribuiti al governo alla maggioranza e all'opposizione; ma attraverso questo articolo mi sono resa conto di essermi sbagliata alla grande, perchè anche l'onorevole Letta ha un unico interesse: il suo! Cerco parlamentare onesto che voglia farsi carico di una iniziativa legislativa di riduzione dei vergognosi stipendi dei parlamentari e tutti coloro che hanno incarichi politici negli enti locali, per rispetto di chi va a lavorare per lo stato italiano, tutti i giorni, a quasi 50 anni, con una laurea e guadagna meno di 1500 euro al mese. Solo una persona che si rende conto dello scandalo di quegli stipendi, gonfiati anche da innumerevoli incarichi, merita la nostra attenzione e riceverà tutto il nostro appoggio. Il resto sono balle e prese per i fondelli.

 
07/06/2011 - la spallata di Letta (alberto servi)

La fine della legislatura è tra due anni e i 15 milioni di voti degli italiani che hanno votato Berlusconi si aspettano il risultato delle prossime votazioni per divenire , forse, opposizione. Letta dice: "Il mandato degli elettori d’altra parte è stato chiaro: deve prevalere l’unità sugli interessi di parte." Le sue parole fanno a cazzotti con quanto un responsabile democratico deve pensare se no che democratico è ?

 
07/06/2011 - Liberalizzazione e privatizzazione (Vulzio Abramo Prati)

Non conosco il pensiero preciso dell'intervistato al riguardo, per quel che ne so io è vero che i due concetti sono separati tra loro ma per esserci liberalizzazione ci deve essere un sistema di concorrenza possibile tra i diversi soggetti che offrono un servizio/prodotto. Nel caso in cui questo servizio venga offerto da un solo operatore pubblico mi piacerebbe sapere, secondo la sinistra, dove sta la concorrenza e la liberalizzazione. A proposito di efficienza e competenza dei distributori mi dovrebbero anche spiegare come è stata sviluppata tutta questa conoscenza dai vertici di questi enti che sono composti in buona parte da ex politici! Un'ultima osservazione, si contesta il fatto che gli investimenti sulla rete non possano essere ribaltati nella bolletta, ora, visto che come diceva un Premio Nobel "non esistono pasti gratis" ma qualcuno paga sempre il conto, queste migliorie dove si pagano? Certo è più comodo fare un "calderone" unico dove vanno tutti i costi e le inefficienze e far pagare a tutti senza dare spiegazioni; io però preferirei conoscere i costi reali ed eventualmente contestarli e non pagare e basta!

 
07/06/2011 - privatizzazione? (andrea ghidina)

Enrico Letta dice che il referendum è contro la privatizzazione... di cosa? Mi sorprende u8n po' da lui. Del resto anche Bersani cambia un po' idea e un po' no.

 
07/06/2011 - la spallata (luca barbieri)

premesso che sono 15 anni che la sinistra prova la spallata senza esito, ma siamo sicuri che la spallata sia esempio di democrazia e non di volonta' di ottenere il potere ad ogni costo ?

 
07/06/2011 - Un'altra spallata, poi ... tutti in crociera. (celestino ferraro)

I monatti sono più che pronti, scaricheranno la salma del Cavaliere al lazzaretto, l'E. coli impazza e l'epidemia avanza. Siamo sommersi nella me .. da fino al collo, come minimo l'Escherichia Coli ci salverà. Letta (e Franceschini, la Rosy, il Follini?) è fra i papabili che daranno aria alle stanze di Palazzo Chigi soffocate dal tanfo berlusconiano. Speriamo nella Dc: il meglio è nemico del bene.