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MANOVRA FINANZIARIA/ L'ok entro domenica, ma il governo andrà a casa?

Pubblicazione:martedì 12 luglio 2011

Berlusconi, Bossi e Tremonti (Foto: IMAGOECONOMICA) Berlusconi, Bossi e Tremonti (Foto: IMAGOECONOMICA)

Una accelerazione improvvisa, quanto auspicabile, sull'approvazione della manovra finanziaria che dovrebbe difendere l'Italia dalla speculazione finanziaria internazionale è stata registrata proprio in queste ore. Quella che da più parti è definita una vera e propria corsa contro il tempo vede quindi compattarsi un fronte bipartisan che faccia in modo che prima della riapertura dei mercati lunedì mattina la manovra "lacrime e sangue" sia approvata per mettere al riparo Piazza Affari e i risparmiatori dalla speculazione. Silvio Berlusconi dopo il doppio intervento del Capo dello Stato ha trovato terreno più morbido nell'opposizione, con diversi gradienti di rigidità. Stando a quello che traspare dagli ambienti parlamentari pare che oltre al senso di responsabilità - e forse anche più  che non questo - siano la possibilità di dimissioni di Silvio Berlusconi all'indomani dell'approvazione della manovra a ingentilire gli animi di Partito Democratico, Terzo Polo e Idv.Stando ai fatti, comunque, anche il pressing creato della sentenza sul Lodo Mondadori sta mettendo in difficoltà il Premier. Difficile che in un paese dove tutto ha sempre una lettura politica questi fatti non vengano accostati. Anche perché i provvedimenti definiti "eterogenei" come la salva-Fininvest sono sotto la lente delle opposizioni e basterebbe davvero poco per far saltare un'altra volta il banco e lasciare campo libero agli speculatori che farebbero a pezzi Piazza Affari.Per ora Berlusconi tace e affida a un comunicato il suo pensiero in una fase molto delicata: "Dobbiamo essere uniti e coesi nell'interesse comune - ha detto il premier - La nostra economia è vitale. Può contare sulla capacità innovativa dei nostri imprenditori, sulla laboriosità dei nostri lavoratori, sul senso di responsabilità delle parti sociali. La fiducia nello sviluppo non è mai venuta meno". Zuccherini per tutti cercando di oliare meccanismi di dialogo fin troppo preda della ruggine delle polemiche di questi ultimi mesi.Sulla buona volontà del Governo e del Parlamento di approvare il tutto in tempi brevi è lo stesso Fini a porsi da garante "il fatto stesso che abbia convocato la conferenza dei capigruppo lo dimostra". Domani quelli della Camera, oggi quelli del senato. 


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