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SCENARIO/ Berlusconi e il "bavaglio" della Borsa e della Lega

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Bossi, Berlusconi e Tremonti (Imagoeconomica)  Bossi, Berlusconi e Tremonti (Imagoeconomica)


È presto per fare bilanci. Soprattutto dal punto di vista istituzionale si trova nel limbo. Il fatto di essere ancora ministro della Giustizia, infatti, ne limita molto la libertà di azione e di espressione.

Il suo proposito di costruire un “partito degli onesti” verrà comunque messo alla prova molto presto.

È stato un segnale importante, ma rivolto principalmente all’interno del partito. Il nuovo segretario del Pdl deve infatti cercare margini di autonomia restando comunque aderente al verbo berlusconiano. Per ora sul campo della giustizia ha potuto distinguere nettamente tra Berlusconi e tutti gli altri. Vedremo cosa riuscirà a fare in futuro.
Indicando nelle primarie lo strumento ideale per la scelta del futuro leader Alfano ha però chiuso un’altra fase del berlusconismo. Difficilmente infatti il Cavaliere in futuro potrà designare il proprio successore, senza alcuna discussione. 

La sua proposta di una Costituente popolare che guardi al Ppe, con l’adesione di tre autorevoli finiani, prende quota?

Per certi versi sì, ma non darei un peso eccessivo all’acquisizione di Urso, Ronchi e Scalia. Da tempo aspettavano un buon pretesto per uscire dal Fli.
L’appello ai moderati per ora è soltanto un’indicazione di tendenza, il tentativo cioè da qui a un anno (o due) di andare alle elezioni con un’alleanza che comprenda anche l’Udc.  

Secondo i giornali, a una nuova unità dei cattolici e dei moderati al centro starebbero però lavorando anche altri...

Sinceramente, per ora è difficile intravvedere progetti concreti e strategici. Sono in atto diversi tentativi di riposizionamento in vista del dopo Berlusconi da parte di tutti quegli esponenti politici che nei loro rispettivi partiti si sentono a disagio.

Le possibilità che la legislatura arrivi fino alla sua scadenza naturale restano perciò basse?

Nessuno attualmente può fare previsioni, anche perché moltissimo dipenderà dalla situazione economica più che da quella politica. La pressione dei mercati potrebbe accelerare la crisi di governo, ma potrebbe paradossalmente ritardarla.

(Carlo Melato)



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COMMENTI
13/07/2011 - come la Sibilla Cumana (attilio sangiani)

"ibis,redibis non moriebis in bello"