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Politica

FINANZA/ Forte: i veri attacchi all’Italia arrivano dall’interno

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L’opposizione dovrebbe prendere atto che la maggioranza è autosufficiente e, responsabilmente, decidere di non presentare emendamenti dilatori. Per quel che riguarda la maggioranza, alcune delle preoccupazioni sulla perdita di popolarità che legittimamente erano nate la scorsa settimana, viste alcune misure della manovra, si sono spente adesso che è scoppiata la crisi dei mercati, perché i parlamentari della maggioranza devono solo dimostrare di avere una coscienza dell’interesse nazionale, superiore a ogni considerazione particolare su qualche misura della manovra. Tutto è perfettibile, ma la cosa essenziale è chiudere al più presto, come ha ricordato giustamente Emma Marcegaglia.

 

Secondo lei, basterà quindi l’approvazione di questa manovra a fermare gli attacchi verso l’Italia?

 

Le turbative continueranno fino a quando l’opposizione continuerà a remare contro e non si sarà chiuso il dibattito sugli emendamenti. Dall’altra parte, la maggioranza deve dimostrare di essere coesa, così da tacciare definitivamente le voci insistenti sulla necessità di una “coesione nazionale”. Penso che questa dimostrazione avverrà giovedì con il voto in Senato e spero che venerdì sia chiaro a tutti, anche agli operatori finanziari, che l’Italia va verso il pareggio di bilancio entro il 2014. Vedo però all’orizzonte una nuova “invenzione”, in parte dovuta a incapacità matematica.

 

Di che cosa si tratta?

 

Sicuramente qualcuno sosterrà che essendo aumentato lo spread Btp-Bund adesso la manovra non basta più. Questo non è però vero, in quanto non dobbiamo dimenticare che i tassi di interesse sui titoli che vanno in conversione non sono tanto diversi da quelli cui si è giunti con lo spread. Quindi, non c’è motivo di supporre che ci sarà un aumento della spesa per interessi rispetto a quella che abbiamo. In ogni caso farei una raccomandazione al governo.

 

Quale?

 

Di pubblicare subito i saldi di bilancio della manovra, perché nessuno li conosce ed è per questo che si diffondono notizie prive di fondamento. È vero che l’opposizione sta adottando una linea di corte vedute che la punirà, ma è anche vero che se la maggioranza facesse più chiarezza sui conti pubblici questo intorbidimento della situazione avrebbe meno efficacia.

 

Qualcuno vede in quel che sta accadendo in questi giorni un’analogia con quanto avvenne nel 1992. Cosa ne pensa?

 

A parte che quel che avvenne con Ciampi, eletto nel ’93 Presidente della Repubblica, mi ricorda un po’ la vicenda di Badoglio, che perse a Caporetto ma fu poi messo a capo dell’esercito, Ciampi e Amato non avevano capito bene la situazione e si trovarono a fronteggiare una speculazione insostenibile. La situazione ora è diversa, sia perché non abbiamo più la variabile cambio nelle nostre mani (ora abbiamo l’euro che è una variabile esogena), sia perché il nostro rapporto deficit/Pil tende al 3%, mentre allora era al 10%. A bene vedere c’è però un’analogia, ma non di tipo economico.

 

E di che tipo allora?