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FINANZA/ Forte: i veri attacchi all’Italia arrivano dall’interno

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Anche allora la situazione fu drammatizzata in modo artificioso. Le misure che adottò Amato erano modeste rispetto a quello che si era ventilato essere il nostro rischio, perché negli anni precedenti si era creata una situazione di tendenza verso l’equilibrio dei conti pubblici, solo che bisognava dichiarare che c’era l’emergenza, perché bisognava fare un nuovo “ribaltone”. La stessa cosa che si vorrebbe ora, solo che siamo nell’eurozona e creare la situazione di emergenza è molto più artificioso, anche se si utilizza la Grecia.

 

L’Europa e l’Italia sono in panne, ma anche gli Stati Uniti sono alle prese con difficoltà sui conti pubblici. Non è che gli attacchi che stiamo subendo servono a rafforzare Washington?

 

Gli Usa sono in una situazione molto grave ed è chiaro che altre economie emergenti vogliano diversificare le loro riserve investendo sull’euro piuttosto che sul dollaro. Ciò induce i gruppi finanziari dell’area del dollaro a fare vendite allo scoperto sull’euro per dimostrare che questo è fragile. Il governo americano sta avviandosi al default, ma penso che troverà un accordo in extremis con i Repubblicani che controllano il Congresso per alzare il tetto del debito pubblico. Però un’agenzia di rating che non fosse americana direbbe che questa modifica legislativa è un quasi default. Credo, in ogni caso, che i Repubblicani, che probabilmente vinceranno le prossime elezioni, non siano disposti a portare avanti questa specie di guerra fratricida e preferiscano che si adottino politiche ortodosse di bilancio su entrambe le sponde dell’Atlantico.

 

(Lorenzo Torrisi)

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