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MANOVRA FINANZIARIA 2011/ Agevolazioni fiscali, Santolini (UDC): ignorata la famiglia

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L'onorevole Luisa Santolini  L'onorevole Luisa Santolini

MANOVRA FINANZIARIA 2011 AGEVOLAZIONI FISCALI - Il capitolo forse più doloroso dell'intera manovra fiscale, quello che più di ogni altro colpisce la famiglia in compartimenti quali istruzione, asili nido, figli a carico, quello delle agevolazioni fiscali. Il taglio non verrà applicato solo se entro il 30 settembre 2013 verrà esercitata la delega con la riforma fiscale. Un taglio che prevede intanto il 5% nel 2013, il 20% nel 2014 con un gettito da destinare alla correzione del deficit di 20 miliardi, quattro nel 2013 e 20 a partire dal 2014. Vengono applicati tagli alle 483 agevolazioni fiscali esistenti comprese quelle a favore della famiglia. Il governo deciderà di caso in caso su quale agevolazione intervenire, ma nella manovra sono comprese tutte e 483. Parlando con  IlSussidiario.net l'onorevole Santolini (UDC) esprime il suo disappunto per una manovra che secondo lei ha del tutto ignorato la famiglia.

Quanto viene colpita la famiglia da questa manovra fiscale?

La famiglia, in questa manovra, non è proprio presa in considerazione. Non c'è neanche il tentativo di affrontare la problematica della famiglia almeno gradualmente, dando un segnale. Siccome questa è una manovra triennale, vuol dire che le politiche sociali e familiari in Italia non ci saranno proprio mai.


Un quadro davvero così negativo?

Con la precedente manovra, quella sul decreto dello sviluppo, il governo ha aumentato le accise sulla benzina, in tale modo colpendo tutte le famiglie italiane. Da lunedì si comincerà a pagare i ticket sanitari, andando a colpire una categoria precisa di popolazione. Sono riusciti ad aumentare le uscite in maniera vorticosa e non c'è nessun riconoscimento dei carichi familiari, una cosa ancor più grave per un governo che aveva promesso una attenzione particolare verso la famiglia. Andiamo a vedere che fine ha fatto il fondo stabilito nel 2010 con la legge 78, composto dei soldi risparmiati con l'aumento dell'età pensionabile delle donne nel pubblico impiego, circa un miliardo di euro: 700 milioni se li è presi il governo, gli altri 300 che dovevano essere usati per agevolare le politiche di conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia, sono stati tolti da questo scopo e messi nella manovra. Hanno fatto sparire anche questo fondo.



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