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MANOVRA FINANZIARIA 2011/ Le pensioni: cosa cambia? il parere dell'esperto

Pubblicazione:giovedì 14 luglio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Uno dei punti più contestati della stesura originale della manovra finanziaria, quello che riguarda l'aspetto pensionistico, ha subito diversi ritocchi in fase di stesura definitiva del testo. In particolare, l'emendamento che prevede la correzione del congelamento dell’indicizzazione delle pensioni al costo della vita. Per il biennio 2012-13 sale dal 45 al 70% l 'adeguamento all’inflazione delle pensioni medie, cioè fino al triplo degli assegni minimi (attorno ai 1.428 euro al mese). IlSussidiario.net ha chiesto al professor Cazzola dell'università di Bologna un parere sul testo definitivo riguardante le pensioni.


Tra i vari punti che toccano le pensioni quello che inizialmente ha suscitato più polemiche era l'indicizzazioni delle pensioni minime. Il testo definitivo apporta dei cambiamenti, come li giudica?

Va detto che è necessario capire bene il meccanismo della manovra, perché in verità è scritta in modo alquanto complicato. Io espongo come lo interpreto, credo sia quanto di più corretto possibile rispetto al testo ed è bene che i cittadini si rendano conto in cosa consiste. Andando per ordine: fino a cinque volte il minimo non cambia nulla rispetto alla situazione antecedente il decreto. Fino a tre volte c'è la rivalutazione del 100%; da tre a cinque volte c'è la rivalutazione del 90%. Sopra cinque volte non è concessa rivalutazione per due anni con eccezione della fascia di reddito fino a tre volte, cioè fino ai 1480 euro mensili. Questa a sua volta viene rivalutata del 70%. Dunque si tratta di un testo sicuramente più equilibrato di quello originario, nel senso che fino a 2380 euro non cambia nulla, salvo che per una fascia con pensione eccedente cinque volte il minimo. Possiamo quindi dire che le pensioni sono salvaguardate in pieno, in particolare quelle cosiddette minime.

Le pensioni cosiddette d'oro invece subiscono un contributo di solidarietà pari al 5% per quelle superiori ai 90mila euro e del 10% per quelle superiori ai 150mila euro.



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