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Politica

SCENARIO/ 1. Folli: per Berlusconi una difficile via d'uscita

L’accordo tra gli schieramenti, voluto dal Presidente Napolitano, ha portato i suoi frutti. Oggi la Camera dovrebbe approvare la manovra. Ma cosa accadrà da lunedì? Il punto di STEFANO FOLLI

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Imagoeconomica)Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Imagoeconomica)

L’accordo tra maggioranza e opposizione, fortemente voluto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha portato i suoi primi frutti. Ieri, infatti, il Senato ha approvato la manovra economica che oggi non dovrebbe incontrare alcun ostacolo alla Camera. «Si tratta di un momento eccezionale legato a un fatto eccezionale – dice Stefano Folli a IlSussidiario.net –. L’attacco speculativo subito dall’Italia esigeva infatti una risposta forte della politica. È un successo del Capo dello Stato che ha pochi precedenti nella storia recente del nostro Paese. Non possiamo però illuderci che questo clima di coesione possa resistere nel tempo senza che si verifichi un’evoluzione dei rapporti politici».

Cosa intende dire?

La tregua non potrà protrarsi all’infinito se il rispetto e la rinuncia agli ostruzionismi non diventeranno un nuovo “metodo di lavoro”. D’altra parte, nell’opposizione sono in molti a chiedersi quale sia stata l’utilità di questo soccorso a Berlusconi.

Ma in cosa dovrà consistere questa evoluzione politica? 

Le ipotesi sono diverse, anche se non è possibile fare previsioni. Ad ogni modo se non ci sarà un rinnovamento radicale del governo, o addirittura un cambio di leadership si tornerà indietro, con un’esposizione ancora maggiore ai rischi della speculazione. Ora, il fatto che l’opposizione chieda che Berlusconi si faccia da parte è assolutamente normale. Mi risulta però che si stia iniziando a parlare di questo, anche se a mezza bocca, in molti ambienti del Pdl. D’altra parte, la latitanza che il premier ha dimostrato in questa vicenda ha dell’incredibile.

Lei come se la spiega?

Evidentemente ha scelto di restare sullo sfondo in un momento in cui era lecito attendersi di sentire la sua voce. Avrebbe dovuto infatti parlare al Paese. Ha scelto invece un dichiarazione scritta, fredda e insoddisfacente. Ora il governo ha un estremo bisogno di recuperare credibilità. A mio avviso, ripeto, stiamo andando verso l’uscita di scena di Silvio Berlusconi, anche se non è possibile prevedere quando si verificherà e con quali modalità. Di certo però, dopo 17 anni di una presenza politica simile, non potrà avvenire in modo traumatico e senza il consenso dell’interessato. Il Paese, infatti, non può permettersi “guerre civili”.

Secondo i retroscena di alcuni autorevoli giornali però, se le cose dovessero precipitare, il Cavaliere sarebbe addirittura pronto a costruire un nuovo partito personale del 15%, 20%...


COMMENTI
19/07/2011 - LE TENTAZIONI DI GIORGIO (celestino ferraro)

Le interpretazioni ad libitum della nostra Costituzione sono un esercizio cui si ricorre ogniqualvolta il responso legittimo della volontà popolare (DEMOCRAZIA) va stretto ai signori della sinistra. Quando sono al timone della nave non c'è rischio che qualche cavillo costituzionalistico possa preoccuparli e procedono a tutto vapore verso la loro meta programmata. Sono 18 anni che tentano e ritentano in ogni maniera di far fuori Berlusconi e il centrodestra da lui capeggiato. Se non fosse stato per qualche ammutinamento miserabile e qualche ingenuità dello stesso Berlusconi, le condizioni di salute della sinistra italica sarebbero cachettiche. Purtroppo la realtà è quella che è e bisogna far fronte agli imprevisti che la sorte ha voluto frapporci. Le arti degli azzeccagarbugli, costituzionalisti d'alto lignaggio, si esercitano escogitando gli appigli giuridici che darebbero al capo dello Stato quei poteri che non ha. L'esegesi mistica va bene per le Scritture, per la Costituzione gli atti parlamentari sono a disposizione di tutti gli interpreti dubbiosi della legittimità del governo in carica. Altri arzigogoli non sarebbero che un colpo di Stato, così come auspicato da "AAR" qualche mese fa: con o senza carabinieri. Celestino Ferraro