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SCENARIO/ 1. Folli: per Berlusconi una difficile via d'uscita

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Imagoeconomica)


Se fosse vero si potrebbero aprire scenari traumatici che non è il caso di augurarsi. L’interesse del Paese in questo momento è un altro: superare la debolezza dell’esecutivo attraverso un sostanziale rinnovamento, evitando ulteriori lacerazioni. Il governo può acquistare credibilità se diventa più rappresentativo di un sentimento di coesione. Solo se questo accadrà il passo che è stato fatto in questi giorni non rimarrà fine a se stesso.

Questo rinnovamento potrà iniziare con la sostituzione, in parte obbligata, di alcuni ministri?

Può essere un inizio. Di certo, dopo l’elezione di Angelino Alfano al ruolo di segretario del Pdl, bisognerà trovare un nuovo Guardasigilli. Dopodiché forse è il caso di chiedere un passo indietro al ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano. Si è poi parlato di un ingresso di Mario Monti nell’esecutivo al posto di Giulio Tremonti, anche se è difficile che Berlusconi accetti che l’ex Commissario Ue divenga il nuovo “premier di fatto”. Insomma, le ipotesi non mancano. Non resta che aspettare di vedere quale difficile via d’uscita troverà il premier.

Nel frattempo in molti continuano a guardare verso Napolitano, in alcuni casi con aspettative quasi salvifiche.

Il Capo dello Stato proseguirà certamente la sua strategia di persuasione unendo agli appelli pubblici un lavoro certosino di ricucitura dei rapporti.
L’opposizione, dal canto suo, essendo divisa su quale sia lo sbocco politico migliore, non può far altro che guardare al Quirinale. Anche in questo campo le differenze prima o poi dovranno comporsi, ma in politica questo avviene davanti a novità rilevanti.

E se nei prossimi giorni non ce ne saranno?

Rimarremo indifesi aspettando una nuova ondata speculativa.

(Carlo Melato)

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COMMENTI
19/07/2011 - LE TENTAZIONI DI GIORGIO (celestino ferraro)

Le interpretazioni ad libitum della nostra Costituzione sono un esercizio cui si ricorre ogniqualvolta il responso legittimo della volontà popolare (DEMOCRAZIA) va stretto ai signori della sinistra. Quando sono al timone della nave non c'è rischio che qualche cavillo costituzionalistico possa preoccuparli e procedono a tutto vapore verso la loro meta programmata. Sono 18 anni che tentano e ritentano in ogni maniera di far fuori Berlusconi e il centrodestra da lui capeggiato. Se non fosse stato per qualche ammutinamento miserabile e qualche ingenuità dello stesso Berlusconi, le condizioni di salute della sinistra italica sarebbero cachettiche. Purtroppo la realtà è quella che è e bisogna far fronte agli imprevisti che la sorte ha voluto frapporci. Le arti degli azzeccagarbugli, costituzionalisti d'alto lignaggio, si esercitano escogitando gli appigli giuridici che darebbero al capo dello Stato quei poteri che non ha. L'esegesi mistica va bene per le Scritture, per la Costituzione gli atti parlamentari sono a disposizione di tutti gli interpreti dubbiosi della legittimità del governo in carica. Altri arzigogoli non sarebbero che un colpo di Stato, così come auspicato da "AAR" qualche mese fa: con o senza carabinieri. Celestino Ferraro