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SCENARIO/ 2. Morando (Pd): Monti e la legge elettorale per "salvare" l’Italia

Dopo il voto di ieri al Senato, la manovra finanziaria passa oggi al vaglio della Camera. Ma per ENRICO MORANDO è giunto il tempo di un cambiamento nella guida del Paese

Mario Monti (Foto Imagoeconomica) Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Ieri è andato in scena il primo atto della tanto auspicata “coesione nazionale”, attraverso il voto al Senato sulla manovra finanziaria, che oggi, salvo sorprese dell’ultima ora, dovrebbe ottenere il via libera anche alla Camera. L’auspicio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sembra essersi trasformato rapidamente in realtà: un avvenimento politico «molto rilevante», come ci ricorda Enrico Morando, Senatore del Partito democratico e membro della Commissione Bilancio che in questi giorni ha lavorato molto sulle modifiche al testo della Finanziaria prima del suo approdo in aula.

Perché lo ritiene tale?

Perché, grazie al Presidente Napolitano e alle forze dell’opposizione, l’Italia sta rispondendo come Sistema Paese agli attacchi finanziari a cui è sottoposta. Questo dimostra che, malgrado la durezza dello scontro politico, esiste da parte di tutti la consapevolezza del rischio che stiamo correndo e dell’esigenza di farvi fronte insieme.

È stato difficile giungere al “compromesso”?

Il governo ha riconosciuto che la nostra critica fondamentale alla manovra era fondata. Per come ci era stata presentata appariva, infatti, troppo debole e insufficiente: perciò abbiamo ritenuto necessario rafforzarla di 15 miliardi. In questo modo, la manovra ha ora un valore superiore ai 40 miliardi di euro così da poter centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2014.

In ogni caso avete votato contro la manovra. Cos’è che non vi ha convinto?

Contrariamente all’impegno che il governo si era preso con l’Europa, la manovra non è tutta di risparmi, ma ha anche un 50% di aumenti delle entrate. Il che significa che nel 2014, quando faremo il massimo sforzo per raggiungere il pareggio di bilancio, avremo un aumento della pressione fiscale intorno all’1,2-1,3%. Questo finirà per deprimere ulteriormente le capacità competitive del Paese e per accentuare l’effetto recessivo della manovra: conseguenze per noi inaccettabili.

Ci sono margini per dei futuri miglioramenti condivisi tra maggioranza e opposizione?


COMMENTI
19/07/2011 - CON TRE MONTI O CON UN MONTI, I MIRACOLATI SON SE (celestino ferraro)

CON TRE MONTI O CON UN MONTI, I MIRACOLATI SON SEMPRE GLI STESSI Un uomo avveduto questo Enrico Morando che si è reso conto di essere un passeggero di lusso del transatlantoco Titanic. Se la nave la si lascia affondare, non vi saranno scialuppe a sufficienza per salvare capra e cavoli. L'equipaggio deve aggottare, o perire con la nave nelle gelide acque di Terranova. Non ci sono eroismi da invocare, la smettessero di schiodare lamiere dallo scafo, ci si salva insieme o si perisce insieme: amen! Celestino Ferraro