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SCENARIO/ 2. Berlusconi e il "metodo Boffo" contro Tremonti

Pubblicazione:lunedì 18 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 19 luglio 2011, 0.21

Giulio Tremonti (Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Imagoeconomica)


Sia a destra sia a sinistra sarebbe quindi necessario sbarazzarsi di due “governi ombra” che alimentano appunto la demagogia antipolitica, una bonifica necessaria non per dar vita al consociativismo, ma a quel bipolarismo che nella democrazia europea e occidentale vede i contendenti alternativi essere in grado di “fare quadrato” quando è in gioco la sicurezza nazionale. La serietà della situazione non consente di baloccarsi con antagonismi e nuovismi radicali e superficiali che rimasticano tesi partorite all’inizio degli anni Novanta e che rispecchiano mondi ormai irreali.

Sia sulla sinistra sia sulla destra siamo sotto tiro di tesi che risalgono alle primitive interpretazioni della fine del comunismo. In campo berlusconiano si agita ancora come prospettiva innovativa il mondo di cartapesta della cosiddetta “Fine della storia” di Fukuyama. Si immagina di fronteggiare la crisi mondiale come se si vivesse in un mondo unidimensionale con inevitabile e lineare sbocco neoliberista tutto Popper e von Hayek. Dall’altra parte, a sinistra, si vive condizionati dalla lettura speculare di “Impero” di Negri e Hardt che riciclando le tesi sull’integrazione neocapitalista dei primi anni Sessanta immagina che nel post comunismo la sinistra debba essere tutta ong e black block contro vertici di governo, Banca mondiale, Nato.

In questo quadro l’elemento obiettivamente destabilizzante e nocivo è certamente il partito dell’antipolitica presente nella maggioranza e cioè intorno al Presidente del consiglio. In che cosa consiste? C’è chi infatti ha pensato di usare il caso Ruby come nella Lega si è usato l’ictus di Bossi e cioè cogliere l’occasione per dar vita a un “cerchio magico” intorno al leader pseudo protettivo, esclusivo e aggressivo nel segno dei duri e puri. Un clima di epurazioni e di piaggeria tendente a creare il vuoto e cioè a perdere e a non aumentare il consenso.


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