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Politica

SCENARIO/ Bersani: la Lega e i "buoni" del Pdl scarichino Berlusconi

Pier Luigi Bersani alla Camera (Imagoeconomica)Pier Luigi Bersani alla Camera (Imagoeconomica)

Per rispetto nei confronti del Capo dello Stato non abbiamo battezzato governi con nome e cognome. Ripeto, siamo disponibili a parlarne, ma l’ipotesi ideale resta comunque quella del voto.
Naturalmente, fino a quando il governo e la maggioranza continueranno a imporsi questa sopravvivenza forzata che non risponde più alle esigenze del Paese, le nostre rimarranno affermazioni utili soltanto a far capire quello che pensiamo.

E se dovesse fare una previsione sul destino di questa legislatura? Nell’opposizione c’è chi scommette sulla Lega e chi, invece, come ha scritto Paolo Franchi sul Corriere, attende l’ennesimo “super incidente” giudiziario.

Guardi, questa “maggioranza ribaltata” (non è più, infatti, quella che si era presentata agli italiani e che aveva potuto ottenere il “superpremio” di maggioranza) è talmente sfacciata nelle sue tecniche di sopravvivenza che è inutile aspettarsi che scivoli su una buccia di banana. Di quelle ne ha già evitate una trentina. Mi aspetto, invece, una presa di coscienza politica da parte della Lega o di alcuni ambienti del Pdl.

Cosa intende dire?

Semplicemente che qualcuno a un certo punto deve dire basta. Non possiamo permetterci di andare avanti in questo modo per altri due anni, portando il Paese sull’orlo del precipizio. Da Bossi, Maroni e da alcuni autorevoli esponenti del Pdl è lecito attendersi un ragionamento politico serio.

Nell’attesa che questo avvenga, alla Direzione nazionale di oggi il Partito Democratico rischia di dividersi sulla legge elettorale.

Non è così. Presenteremo la nostra proposta con degli obiettivi molto chiari: un bipolarismo mite, la garanzia di costruire alleanze di governo, la possibilità per i partiti di presentarsi con il loro volto, il diritto di tribuna alle forze minori e la parità di genere. Sto parlando di un sistema in equilibrio tra maggioritario e proporzionale che prevede un doppio turno di collegio con una sola scheda e un solo voto.

La sua è una bocciatura del Mattarellum e della proposta di referendum appoggiata da numerosi dirigenti del suo partito?


COMMENTI
20/07/2011 - PD sempre lontano (Giuseppe Crippa)

Le risposte di Bersani, pur interessanti, sono a mio avviso decisamente lontane da quanto sta emergendo in questo momento dalle riflessioni dell'insieme dei movimenti cattolici più sensibili: basti pensare al “Manifesto dei cattolici per la Buona politica e per il Bene comune”, redatto qualche giorno fa dal Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro di cui fanno parte le Acli con Cisl, Mcl, Confartigianato, Confcooperative, Coldiretti e Compagnia delle Opere. In questo documento si chiede il superamento del bipolarismo ed una nuova legge proporzionale con la possibilità di costruire un rapporto diretto tra lettori ed eletti. Altro che elezioni subito ed in subordine una legge elettorale poco chiara e neppure condivisa da tutto il suo partito...

 
19/07/2011 - Caro Bersani (Fabrizio Terruzzi)

Caro Bersani, per mandare a casa Berlusconi ci vuole un'alternativa credibile e forte. Altrimenti servirebbe solo per far riprendere a litigare la sinistra o per rimestare l'acqua nel mortaio. Serve una squadra di governo di uomini molto competenti (quali?) e non dei soliti politici, un programma (non un libro dei sogni) che abbia il coraggio di sfidare l'impopolarità, chiaro su come ridurre il debito, rilanciare l'economia, tagliare gli sprechi (=ridurre l'occupazione improduttiva, pubblica in particolare) e ....con il vincolo del pareggio di bilancio! Il tutto mettendo degli obiettivi quantitativi e non solo delle parole. Provaci un po'...