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ARRESTO PAPA/ Sisto (Pdl): un voto sovietico che minaccia la democrazia

L'eterno scontro tra politica e magistratura (Imagoeconomica) L'eterno scontro tra politica e magistratura (Imagoeconomica)


Direi di sì, ma se qualcuno si illude che in questa battaglia per le garanzie ci si possa ancora dividere tra destra e sinistra significa che ci troviamo davanti a un grave caso di analfabetismo storico. Io avrei fatto lo stesso discorso anche se avessimo discusso di un collega del Pd o dell’Idv. Non è infatti un problema di appartenenza, ma di garanzie. Abbiamo il dovere di tutelare la politica e la delega che abbiamo avuto dagli italiani, rispettando la Costituzione. 

Ci attende una nuova Tangentopoli?

Devo dire che sento la stessa paura del ‘93 e ho l’impressione che la politica sia intimorita da certa magistratura, per fortuna ben individuata e minoritaria. Mercoledì in Aula, infatti, qualcuno ha votato pensando di allontanare da sé il fantasma di Papa, potendosi così sentire migliore, diverso e distante. Un’ipocrisia farisaica che non ha nulla a che vedere con il coraggio di essere parlamentari. Le ripeto: chi si fa intimidire dalla piazza non può fare politica e chi crede di cavalcare la tigre di Tangentopoli finirà con l’essere disarcionato.

Ma davanti a questa nuova ondata di anti-politica il governo ha pensato di rispondere in qualche modo, magari con alcuni provvedimenti ragionevoli che vadano a colpire sprechi insopportabili?

Bisogna prendere atto del fatto che ci si rivolge soltanto alla politica e non ad altri settori, forse gratificati da maggiori privilegi. Detto questo, sono comunque convinto del fatto che uno sforzo debba essere fatto. Bisogna intervenire sui costi della politica, senza che questo si traduca in un attacco sconsiderato a chi fa il proprio dovere. Fare il parlamentare non è una colpa e per chi è responsabile è un lavoro vero.

Ma il voto di mercoledì rischia di acuire le tensioni nella maggioranza?
 


COMMENTI
22/07/2011 - Senso della misura e coscienza dei problemi (Giuseppe Crippa)

“Non è possibile che quando si apre il giornale si debba avere il timore che le proprie conversazioni, per qualche morboso interesse, siano diventate di dominio pubblico.” In effetti questa è la principale preoccupazione di 60 milioni di italiani, tanto più sentita quanto più i loro redditi sono al di sotto o prossimi la cosiddetta soglia di povertà (definita dall'ISTAT come il valore mensile del paniere di beni e servizi considerati essenziali per ciascuna famiglia, definito in base all'età dei componenti, alla ripartizione geografica e alla tipologia del comune di residenza – per un calcolo “personalizzato” accedere a: www.istat.it/societa/poverta/ ). Nelle risposte dell'intervistato non una parola sulla sua opinione relativamente alla possibilità che l'on. Alfonso Papa possa fuggire all'estero, inquinare prove a suo carico e reiterare i reati di cui è accusato. Eppure è su questo, e non altro, che l'on. Sisto si sarebbe dovuto esprimere, non su una condanna a morte.

 
22/07/2011 - Se davanti al 24 passano i ricettatori (Franco Labella)

L'on. Sisto conosce le carte, io no, ho letto solo i giornali. Dice Sisto: "A mio avviso, quello dell’On. Alfonso Papa è un caso classico di fumus persecutionis. Stiamo parlando, per chi non lo sapesse, di un parlamentare pedinato, intercettato e fotografato davanti al numero 24 di Montecitorio con altri deputati." Ci dia una notizia onorevole: il ricettatore di orologi rubati con cui è fotografato l'on Papa (magistrato sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dal sovietico CSM) e sempre che la foto non sia un fotomontaggio "sovietico" pure esso, passava pure lui per il 24 di Montecitorio? Un'incauta conoscenza se non c'è stato alcun incauto acquisto..... Che cattive frequentazioni.... per un perseguitato politico.