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CAOS PD/ Tedesco contro Bindi e Serracchiani, il caso Parisi-Latorre e il duello Telese-D'Alema

Pubblicazione:venerdì 22 luglio 2011

Alberto Tedesco e Nichi Vendola (Ansa) Alberto Tedesco e Nichi Vendola (Ansa)

PD: IL CASO TEDESCO - Alta tensione nel Partito Democratico a pochi giorni dal voto che ha "salvato" il senatore Pd, Alberto Tedesco, proprio mentre la Camera spediva in carcere l'On. Alfonso Papa del Pdl.
Dopo le richieste di dimissioni ricevute da Di Pietro e da diversi esponenti del Pd, Tedesco ha deciso di passare all'attacco con due interviste uscite questa mattina. «La Bindi non ha letto una sola pagina della richiesta d'arresto. Non sa niente della mia vicenda. Parla a prescindere. Il suo moralismo mi fa orrore. e non da oggi. Sono vent'anni che la vedo invocare manette e galera con un livore indegno di una persona civile», dice a Repubblica. «Ha la responsabilità di aver fatto nominare il parlamentare più assenteista che c'era nel Pd, Antonio Gaglione», ha proseguito il senatore sul Corriere della Sera senza risparmiare anche l'eurodeputata Serracchiani e il leader di Sinistra e Libertà, Nichi Vendola.
Non si è fatta attendere la risposta del partito, attraverso i suoi dirigenti più autorevoli. Anna Finocchiaro, Capogruppo del Pd al Senato, ha dichiarato: «Al Senatore Tedesco, che da mesi non appartiene più al gruppo del Pd, suggerirei oggi maggiore sobrietà e discrezione». Dello stesso tenore le parole del vicesegretario Enrico Letta che ha definito le parole di Tedesco "inopportune e inaccettabili".
PARISI CONTRO LATORRE - Nell'occhio del ciclone è finito però anche il dalemiano Nicola Latorre accusato di "doppio gioco" dal prodiano Arturo Parisi che ha sottolineato l'«assoluta necessità di spiegare la dinamica e il "guasto tecnico" che lo hanno costretto a dichiarare, solo a voto già proclamato, il voto espresso e non registrato a favore dell'arresto di Tedesco». «Questo - ha proseguito Parisi -  in considerazione della comprensibile attenzione riservata al suo comportamento, per l'autorevolezza del ruolo che Latorre ha nel gruppo dirigente del Pd, la sua provenienza regionale, e la sua determinante richiesta a nome del partito di accomunare nella contemporaneità del loro svolgimento il caso Tedesco che si votava in Senato, e quello Papa, che nello stesso momento si votava alla Camera». "Sterili polemiche", secondo l'interessato, che ha voluto liquidare così l'accusa di "tradimento".


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COMMENTI
22/07/2011 - IL GOVERNO DEL PRESIDENTE ... (celestino ferraro)

"RUOTELLI insistisce", invoca un governo del Presidente. Quale Presidente? Che diamine, non si capisce? ma quello della Repubblica, evidentemente. Dove sta scritto? Qual è la Costituzione cui fa riferimento RUOTELLI? Non si sa, ma la formula è taumaturgica, foriera d'ogni grandiosità. Quando le idee latitano è bene supplirle con stravaganze da copione, il seguito verrà poi, il tempo chiarirà: un'imbecillità progettule carica di ogni ben di dio, specialmente per chi la propone. Il TERZO POLLO metterà in pace anche Trilussa, c'è materiale da dividre per tutti, non lo striminzito pollo dei due compari di cui uno lo mangia e l'altro contribuisce alla deglutizione. Statisticamnete parlando, mezzo per ciascuno. Bravo questo RUOTELLI: un fine casinista dell'Italia senza futuro. Celestino Ferraro