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Politica

QUALCOSA DI SINISTRA/ Perché le manette non ci regalano un'Italia migliore?

Come nel '93: invidia sociale e "distruzionismo". Questo è il clima collettivo che si respira in questa brutta estate 2011, a pochi giorni dall'arresto di Papa. Il racconto di SERGIO LUCIANO

Un'immagine di Bettino Craxi a Milano (imagoeconomica)Un'immagine di Bettino Craxi a Milano (imagoeconomica)

Come nel ’92-’93: invidia sociale a manetta, “distruzionismo”, nessuna lucidità. È il clima collettivo che si inizia a respirare in questa brutta estate del 2011 attorno alla manovra, alla paura sui mercati per l’Italia e per l’Europa, alla sensazione – forse persino esagerata rispetto al vero – di progressivo impoverimento che percepiamo intorno a noi. “So’ tutti fetenti!”: il grido fondamentalista, ribellista e insulso, di ieri, di oggi e di sempre si leva non più soltanto da Napoli e dal Sud – culla dell’anti-Stato e di quel nichilismo suddito e straccione lievitato in secoli di dominazioni straniere – ma anche dalla Valtellina come dal Trevigiano, dal Ferrarese come dalla Lucchesia. E naturalmente ciò non può che portar male.

Intendiamoci: la casta è indifendibile, e non è di sinistra denigrarla più di quanto sia di destra. La casta è casta e andrebbe eliminata, punto. Ma è così che si fa? Con le grida spagnole, con gli editti di epurazione? Naturalmente no: i fatti lo provano.
Facciamo un flash sul caso-Napoli. Nel 2010 i napoletani – verrebbe da dire con termine borbonico “la plebe napoletana” – stufi di dieci anni di malgoverno bassoliniano, decidono di eleggere come nuovo governatore un candidato del centrodestra, Stefano Caldoro, che si contrappone non solo alla sinistra ma anche a un rivale di area, quel Nicola Cosentino pluri-inquisito e sospettato addirittura di collusioni camorristiche, naturalmente per ora senza prove. Caldoro prevale. Si potrebbe credere a una scelta forte dell’elettorato.

Passa un anno e come candidato sindaco si presenta, da sinistra, il neo-eurodeputato Luigi De Magistris, ex pm famigerato per una serie di discusse inchieste, la più famosa delle quali, la cosiddetta “Why not?” si è chiusa con una montagna che ha partorito un topolino. De Magistris si presenta con l’Italia dei Valori, ma in polemica col suo fondatore Antonio Di Pietro. Sa che il suo partito appoggiava la giunta Iervolino, ma promette discontinuità. Prima del voto non presenta alcun programma e alcuna squadra. Eppure viene eletto quasi plebiscitariamente. Promette di risolvere il problema dei rifiuti in cinque giorni. A tre mesi di distanza naturalmente neanche un sacchetto è stato rimosso dalle strade napoletane. Se questo è il modo per debellare la casta, meglio emigrare tutti.


COMMENTI
23/07/2011 - come al solito si inverte causa effetto... (Marco Panniello)

Le manette, caro autore, non sono altro che la conseguenza logica e inevitabile della condotta delle persone che le subiscono, e non la causa !!!! La vera verita' e' che in Italia, per ora, il popolo ha perso la consapevolezza del suo potere. Mandare a casa la casta e' fattibile e dovra' essere fatto. Sostituendola con "impiegati a breve termine". Mi sembra di rivedere il discorso voti scolastici: se vanno tutti male non e' colpa loro, e' il professore che da' esercizi troppo difficili. Quindi se tutti i politici finiscono in manette, secondo certi benpensanti (quasi sempre con penna in mano e diritto di pubblicazione, guarda un po') e' colpa del giustizialismo-manetteriafacile. Ma che stiamo scherzando? Chi si macchia di furto difficilmente trova lavoro, mentre i politici sembra che piu' sono sporchi + hanno successo. Alla prima dovrebbero essere interdetti da qualunque carica, allora per incanto le manette scompariranno !!!!

 
22/07/2011 - Serve piu sobrietà e decisioni (Giovanni Menegatti)

Sono sempre stato convinto che le manette non servono a niente,i nostri eletti devono rendersi conto che sono rimasti gli unici in Europa ad avere degli assurdi privilegi, dopo essere pagati profumatamente.Una sera hanno fatto vedere in TV la giornata di lavoro di un deputato Svizzero, che al mattino si alzava molto presto dal suo paese, prendeva il treno come qualsiasi dipendente, andava a Berna arrivato alla stazione prendeva la metro e si recava in Parlamento, come qualsiasi dipendente pubblico o privato.Fatta la sua giornata di lavoro al parlamento nello stesso modo ha fatto ritorno alla sua casa, pur essendo pagato molto meno dei nostri, senza il portaborse era molto orgoglioso di servire il proprio paese.Ecco quello che manca ai nostri eletti è l'orgoglio di servire il paese,una volta che sono la si sentono onnipotenti pensano solo a loro stessi.Sono icapaci di prendere decisioni sia quelli di destra che di sinistra, hanno sempre paura di perdere il consenso, se andiamo avanti cosi non si fa mai niente perchè su ogni decisione,cè sempre chi protesta e per paura di perdere voti si preferisce non fare.

 
22/07/2011 - perchè le manette non ci regalano ........... (GIUSEPPE FERRIGNO)

Perchè siamo italiani, la classe diregente è composta da italiani e il DNA è italiano ( siamo affetti dai sette vizi capitali)