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LEGGE ANTI-OMOFOBIA/ L'esperto: vi spiego perché il Ddl è inutile e ideologico

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Si riferiscono a due tipi di argomento che fanno leva, anzitutto sull’articolo 3, che  riguarda l’uguaglianza di fronte alla legge. Viene osservato che il rilievo specifico che viene dato all’orientamento sessuale, come circostanza aggravante in una serie di delitti, contrasterebbe con il principio dell’eguaglianza e sarebbe irragionevole. Il reato commesso per motivi di omofobia rappresenterebbe già una circostanza aggravante, ma di portata più generale,  vale a dire gli atti commessi per particolari motivi abietti e futili.  Un’altra obiezione è la violazione dell’articolo 25 della Costituzione in quanto, sia pur limitatamente alla circostanza aggravante (stiamo, infatti, parlando di fatti che sono già reato nel nostro ordinamento, e che vien chiesto di aggravare), la fattispecie incriminatrice  risulterebbe imprecisa e incerta, per cui si violerebbe  la tassatività della fattispecie penale, principio fondamentale delle civiltà giuridiche.

 

Di cosa si tratta?

 

La fattispecie penale è la disposizione normativa che individua un reato. Poiché la repressione penale viene considerata l’ultima ratio che il diritto possiede per contrastare determinati comportamenti sociali, (dal momento che  la persona viene privata della libertà), da circa due secoli e mezzo si è cercato di circoscriverne l’uso da parte dei governanti. Una di queste tecniche è rendere la fattispecie penale tassativa: significa che i fatti qualificati come reati e puniti con una pena devono essere descritti nella maniera più chiara e precisa possibile.

 

Siamo effettivamente in presenza di tali pregiudiziali?