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BOTTA/ Formigoni: perchè non cacciamo anche i ministri "in rosso"?

Pubblicazione:venerdì 29 luglio 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 1 agosto 2011, 8.54

Roberto Formigoni (Foto Imagoeconomica) Roberto Formigoni (Foto Imagoeconomica)

E’ in atto uno scontro tra Napolitano e la Lega, sui ministeri al Nord. Secondo il primo confliggerebbero con l'articolo 114 della Costituzione (Roma Capitale); per il Carroccio, semplicemente, «non si toccano». Contestualmente, sempre in tema di federalismo, si sta consumando un’altra “battaglia”: quella  tra Stato e Regioni. Dopo la Commissione Bicamerale per l'Attuazione del Federalismo fiscale, anche il Consiglio dei ministri dà il via libera al decreto “premi e sanzioni” per Regioni ed Enti locali. Si tratta dell’ottavo e ultimo emendamento sul federalismo, il cui fulcro prevede la rimozione e l’ineleggibilità, per dieci anni - a qualsiasi carica pubblica - per quei governatori che dissestano i conti di Regioni, Asl e ospedali e che non riescano a rispettare i piani di rientro dal deficit sanitario. Analoga sorte toccherebbe a quei sindaci e presidenti di provincia condannati in primo grado dalla Corte dei conti per dissesto finanziario. Il provvedimento, in Commissione, è passato con l’appoggio dell’Idv e l’astensione di Pd e Terzo Polo. La bocciatura (ma si tratta di un parere consultivo) è giunta, invece, dalla Conferenza delle Regioni e dagli Enti locali. Che condividendo il principio sanzionatorio, ne hanno ritenuto l’applicazione pratica (la rimozione degli amministratori) incostituzionale. IlSussidiario.net ha chiesto un commento al governatore lombardo Roberto Formigoni.

 

Presidente, anzitutto: cosa ne pensa della querelle Napolitano-Lega?


Mi sembra chiaro: i ministeri sono tutti a Roma. Quelli al Nord sono uffici decentrati, aperti sul territorio. Ce n’erano anche prima.  Il ministero delle Finanze ne ha uno a Milano, in centro, a meno di un chilometro dal grattacielo Pirelli, da diversi anni; idem il ministero della Difesa, mentre quello dell’Interno ha le Prefetture. Adesso alcuni ministri hanno, semplicemente, ritenuto di aprire alcuni uffici di rappresentanza nella Villa Reale di Monza. Quindi: Napolitano ha fatto bene a ribadire il principio. I ministeri sono a Roma e solo a Roma, ma quello che è accaduto non viola la legge.

 

Rispetto al decreto “premi e sanzioni”, condivide le preoccupazioni degli Enti locali?


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