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BOTTA/ Formigoni: perchè non cacciamo anche i ministri "in rosso"?

Roberto Formigoni (Foto Imagoeconomica) Roberto Formigoni (Foto Imagoeconomica)

Le rivelo una curiosità. E’ previsto che, nel caso di dissesto della sanità, decadono anche i direttori generali e i consigli d’amministrazione degli organi che vi presiedono; ma non i sindaci revisori,  perché questi sono indicati dal ministero dell’Economia. Non le pare ridicola una cosa del genere?

 

Con la nuova norma cambierà qualcosa per la Regione Lombardia?

 

Il decreto è estremamente severo, ma io sono pronto a raccogliere la sfida. Anzi, l’ho già raccolta, in questi anni. A noi, la nuova norma non ci tocca, perché siamo perfettamente in regola con il bilancio, con il bilancio sanitario e con il patto di stabilità. E siamo l’unica Regione ad esserlo da 9 anni.

 

A proposito di Regioni: lei ha proposto di accorparle…

 

Credo che il sistema amministrativo italiano possa essere riformato e razionalizzato. E, a differenza dei ministri, parto da me stesso. Quindi, la prima proposta riguarda le Regioni, le province e i comuni. E per rendere più razionale, meno costose e più efficienti le Regioni, possiamo benissimo passare dalle attuali 22 a 8-10, le Provincie possono essere ridotte da 104 ad una 40ina, e i Comuni sotto i 5mila abitanti possono essere accorpati. E’ una riforma alla quale sto lavorando e che presenterò in settembre.

 

Crede che il governo a cui la presenterà, sarà ancora quello in carica attualmente?


Deve esserlo. Guai se ci fosse una crisi in questo momento di difficoltà dell’euro e dell’economia mondiale. L’economia del Paese più forte del mondo, gli Usa, è a rischio e la caduta del governo avrebbe  ripercussioni dannosissime.

 

(Paolo Nessi)

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