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RISPOSTA/ Antonini: il nostro federalismo mette sotto esame anche i ministri

Mentre è stato approvato l’ottavo decreto legislativo sul federalismo fiscale, c’è chi pensa che la finanziaria possa mettere in discussione l’impianto di riforma. Il punto di LUCA ANTONINI

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

È stato approvato ieri l’ottavo decreto legislativo di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale. Si tratta di un decreto che riveste anche un carattere simbolico: introduce il cosiddetto fallimento politico, ovvero la incandidabilità e la ineleggibilità degli amministratori regionali e locali che mandano in dissesto i rispettivi enti.

Il carattere simbolico deriva dal fatto che il sistema italiano è sempre stato molto pesante contro l’imprenditore fallito, che fino al 2006 addirittura perdeva non solo la possibilità di candidarsi in una elezione politica, ma addirittura anche lo stesso diritto di voto. Ma non ha quasi mai previsto nessuna sanzione specifica per quegli amministratori che disastravano i conti dei loro enti. Anzi, spesso i protagonisti di questi dissesti, magari caratterizzati da sprechi e abusi spaventosi, sono stati premiati con la ricandidatura o con un posto sicuro su qualche altra poltrona, magari da europarlamentare. Il nuovo decreto pone la parola fine su queste prassi, segna una svolta storica nel nostro sistema, nel nome di un sacrosanto principio di responsabilità.

Quest’ultimo decreto introduce anche altre innovazioni decisive: ad esempio, la relazione di fine mandato, per cui prima delle elezioni dovrà essere pubblicato sul sito della Regione e di ogni ente locale un bilancio certificato dei saldi prodotti, cioè un bilancio certo e chiaramente leggibile a tutti gli elettori. Finiranno così quelle prassi dove un Governatore deve impiegare mesi per sapere qual è il buco della sanità lasciato dal predecessore, oppure un Sindaco appena eletto contesta i dati di bilancio ereditati dalla giunta precedente e mette in discussione il dato di partenza. Queste sono storie che accadono spesso in Italia e che inquinano gravemente il processo elettorale: su cosa votano gli elettori se i saldi veri si scoprono solo dopo le elezioni?

Un vero federalismo implica un metodo diverso: ti abbiamo chiesto questo con le imposte, lo abbiamo speso così, adesso tu ci giudichi con il voto. Questo diventa realtà con il nuovo decreto grazie appunto agli inventari di fine mandato che saranno pubblicati sui siti istituzionali prima delle elezioni. Finalmente, dalle prossime elezioni amministrative, in Italia si voterà sui dati di bilancio e non sugli slogan o sulla retorica. Gli elettori non saranno presi in giro. Inoltre, con questo decreto vengono introdotte innovazioni come la certificazione del livello di evasione fiscale delle realtà regionali e vengono previsti dei piani di rientro con premi e sanzioni. Vengono anche previsti premi per le Regioni che, nella sanità, introducono centrali acquisti e favoriscono l’applicazione dei Drg anche per il sistema pubblico, in sintonia con quanto già avviene in regioni virtuose come la Lombardia.


COMMENTI
29/07/2011 - il federalismo fiscale a regime (antonio petrina)

Va benissimo per la riforma strutturale del federalismo : si costruisce con "mattoni nuovi" la finanza degli enti territoriali perchè ricresca l'albero sano . Forse ora gli eell temono che il periodo transitorio di tre anni li porti esangui , specialmente ora che lo Stato s'impone il pareggio di bilancio entro il 2014. Se per strada qualcuno non ce la fa cosa succede ? I virtuosi possono riprendere il cammino ovvero rimangono fermi in attesa che il nuovo motore sia a pieno regime?