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Politica

IL PALAZZO/ Così Alfano apre la strada a Renzi e Di Pietro

La segreteria Alfano vive i suoi primi giorni, ma le difficoltà non mancano. Dopo l'applauditissimo discorso iniziale, l'opposizione lo attende al varco. L'analisi di PEPPINO CALDAROLA

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (Imagoeconomica)Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (Imagoeconomica)

Il primo discorso pubblico di Angelino Alfano come nuovo segretario del Pdl si terrà a Mirabello, alla festa della destra pidiellina. Il suo invito, rivolto dal palco del Consiglio Nazionale,  a costruire il “partito degli onesti” ha suscitato numerosi apprezzamenti nella maggioranza. Ora però l’opposizione lo attende al varco della richiesta di arresto dell’On. Alfonso Papa e, da ieri sera, annuncia battaglia anche sull’eventuale presenza in manovra di norme “ad personam” che difendano il premier dal Lodo Mondadori. «Un esordio difficile per il neosegretario - dice a IlSussidiario.net Peppino Caldarola -. Le sue parole sono state una liberazione per alcuni esponenti del partito e un boccone amaro per altri. Presto comunque si vedrà se davvero nessuno potrà più trovare riparo dalla “pioggia giudiziaria”, nascondendosi sotto l’ombrello di Silvio Berlusconi».

Questa nomina cambia comunque gli scenari in entrambi gli schieramenti?

Certamente. Nel centrodestra è stata posta la questione della successione a Berlusconi e il ministro della Giustizia, pur non essendo in via definitiva il “delfino” designato, è di sicuro il dirigente che ha saputo staccare di qualche lunghezza tutti i suoi concorrenti.
Nel centrosinistra, invece, si registrano due tipi di reazione: l’apertura di Di Pietro conferma la voglia dell’ex pm di costruirsi un nuovo profilo moderato, mentre lo scetticismo di Bersani si fonda su un pregiudizio. Il segretario del Pd è infatti convinto che Alfano non avrà alcuna autonomia dal Cavaliere. Il suo realismo, comunque, lo obbligherà molto presto al confronto.  

Il fatto che il Popolo della Libertà lanci un quarantenne può far lievitare secondo lei le quotazioni dei giovani concorrenti di Bersani, alla Matteo Renzi?

L’avvento dei quarantenni è un fatto ineluttabile, anche se i cosiddetti “rottamatori” sono più uniti sotto il profilo anagrafico che sotto quello politico. Tra di loro il sindaco di Firenze è quello che ha mostrato più talento politico. Forse però il più titolato di quella generazione rimane Enrico Letta.
Detto questo, effettivamente, il cammino di Bersani verso la leadership, nonostante gli ultimi successi, non sembra molto più fluido di qualche mese fa.  

I recenti incidenti in Val di Susa potrebbero però schiacciare nuovamente Di Pietro e Vendola su posizioni massimaliste?