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Politica

NORMA SALVA FININVEST/ Berlusconi: la ritiriamo, anche se è giusta

Il provvedimento salva Fininvest sta gettando, man mano che passa il tempo, sempre maggior scompiglio e reazioni indignate, dalla Lega, a Napolitano, passando per la stampa cattolica.

Foto Ansa Foto Ansa

La norma della discordia. Berlusconi, alla fine, pur ritenendola giusta, ha deciso di ritirarla. Anche se, ha commentato, tutta la polemica scatenata è stata una  «vergognosa montatura». Il provvedimento salva Fininvest stava gettando, man mano che passava il tempo, sempre maggior scompiglio, anche al'interno della maggioranza, e provocando reazioni indignate. Si tratta della modifica di un articolo del codice di procedura civile contenuto nelle manovra finanziaria che prevede, per la condanne in primo grado e in  appello superiori ai 10 e 20 milioni di euro la sospensione dell’esecutorietà della pena fino alla sentenza definitiva in Cassazione. Rientra in questi casi la Fininvest del premier, condannata in primo grado a risarcire la Cir di De Benedetti con 750 milioni di euro e di cui si attende a breve la conferma in appello. La Lega Nord ha espresso il proprio «profondo malumore», anche perché i ministri Bossi, Maroni e Calderoli, avrebbero ricevuto giovedì una bozza priva della norma in questione. Tremonti, dal canto suo, sta in silenzio, e annulla la conferenza stampa prevista per oggi con la giustificazione ufficiale del maltempo. Pare che sia profondamente irritato e che neanche lui ne sapesse niente. Si mormora che sia stata messa punto da Alfano e Ghedini. Ma l’avvocato del premier dice di non saperne nulla. «Modificare questo principio significherebbe rischiare di stravolgere il sistema giudiziario e credo che convenga non farlo per non violare il principio di eguaglianza fra i cittadini di fronte alla legge», stato il commento del vicepresidente del Csm Michele Vietti, mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, lancia una sorta di pre-avvertimento: «Non dico nulla. Sulla manovra, quando sarà il momento, conoscerete le nostre determinazioni». E se il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, parla di errori da correggere,  ci va giù molto più pesante Famiglia Cristiana che taccia il governo di «ipocrisia e incompetenza» e definisce questa classe politica la «peggiore di tutti i tempi».