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CONSIGLIO DELLA DIFESA/ Napolitano, missioni cruciali ma da ridefinire

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MISSIONI ALL’ESTERO: CRUCIALI MA DA RIDEFINIRE - Le nostre missioni all’Estero sono di fondamentale importanza. Non possiamo abbandonarle. Al massimo ridefinirle, stabilire un minore impiego  di risorse. Ma ritirare i nostri soldati dal fronte no. E’, in sostanza, quanto emerso dalla riunione del Consiglio supremo della Difesa riunitosi stamane alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il Consiglio ha convenuto «sull'opportunità di procedere, di concerto con le istituzioni internazionali e tenuto conto degli sviluppi sul terreno, ad ogni possibile ridefinizione dei nostri contingenti. La ricerca di soluzioni concordate sarà ponderata e tempestiva». In particolare il capo dello Stato ha sottolineato come il nostro Paese non possa permettersi di sottrarsi agli impegni assunti in seno alla Comunità internazionale in merito alle missioni di peacekeeping. In sostanza, le missioni all’estero anche se «con meno risorse restano cruciali», ha detto Napolitano. Il Consiglio, poi, ha esaminato i diversi teatri in cui le nostre Forze armate sono presenti e ha ipotizzato una loro riqualificazione, che tenda conto di una riduzione delle disponibilità finanziarie contemplando il loro ruolo fondamentale «a sostegno della sicurezza e della stabilità internazionale, in risposta a minacce, rischi e responsabilità cui l'Italia non può sottrarsi, ma che deve concorrere ad affrontare anche a tutela dei propri interessi strategici». 


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