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Politica

SCENARIO/ Sapelli: cinque motivi per bocciare la cura Tremonti

Berlusconi e Tremonti alla Camera (Imagoeconomica)Berlusconi e Tremonti alla Camera (Imagoeconomica)

Terza considerazione: le imposte sugli investimenti finanziari tout court, compresi i titoli di stato, contenuti nella manovra colpiscono al cuore i piccoli risparmiatori come i grandi investitori invece che dirigersi, le imposte, verso le transazioni finanziarie vere  e proprie, che sono fonte di immensi guadagni da parte tanto delle banche quanto della speculazione finanziaria vera e propria.

Quarta considerazione: la forma più efficace per abbattere il debito pubblico è innalzare immediatamente l’età pensionabile tanto dei maschi quanto delle femmine, tanto nel settore privato quanto in quello pubblico. Nei primi anni della crisi mondiale il governo laburista australiano votò, d’accordo con l’opposizione, in un solo giorno, un provvedimento che innalzava l’età pensionabile di entrambi i sessi - e immediatamente - all’età di sessantasette anni. E scusate se è poco! E questo in un paese con un debito pubblico che fa ridere rispetto al nostro e una tenuta assai ragguardevole nei confronti della crisi mondiale.
Il problema pensionistico è centrale: consente di risparmiare rapidamente decine di miliardi di euro.

Quinta considerazione: è eticamente spaventoso che tutto inizi, in questa fantomatica manovra, dopo il 2013 o il 2014, quando si saranno tenute le nuove elezioni.
Questo disvela, assai di più delle mancate promesse sull’abolizione delle province, la riduzione del numero dei parlamentari, ecc., il significato decadente, di decomposizione, che la manovra stessa assume. I risultati della cosiddetta riduzione dei costi della politica sono grida manzoniane lanciate dagli stessi untori che le grida condannano; in ogni caso i risparmi sarebbero assai scarsi. Inoltre né il governo né l’ opposizione danno battaglia su questi temi.

Questo significa (ecco la decomposizione, che è morale prima che economica) che nè il governo né l’opposizione posseggono ormai la legittimazione etica necessaria per chiedere al paese lacrime e sangue con equità per il bene comune. È triste ammetterlo, ma è così.

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