BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BRUNETTA/ Il matrimonio, la protesta dei precari e tutte le altre incognite

Pubblicazione:sabato 9 luglio 2011

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

IL MATRIMONIO DI BRUNETTA - Il ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta sposerà Tommasa Giovannoni, interior design, detta Titti domani, alle 19.30. Oppure no? Il fatto è che la location del ricevimento, Villa Rufolo, ubicata nel borgo amalfitano di Ravello, non sarà gremita unicamente da 200 invitati, ma da altrettanti indesiderati. Tanti sarebbero i precari «fannulloni», ed esponenti di quella «Italia peggiore (furono sortite del ministro) che vorrebbero rovinargli la festa. Letteralmente. Rumors e indiscrezioni raccontano che Brunetta, per fare onore alla sua nomea di persona accorta e intelligente, non abbia escluso di giocare anticipo. E di sposarsi oggi stesso. L’ex sindaco del Comune, Secondo Amalfitano, che celebrerà le nozze assicura, tuttavia, che andrà tutto come da copione. Ci saranno, in ogni caso, 200 membri delle forze dell’ordine a impedire che i manifestanti possano oltrepassare i limiti di sicurezza ed entrare in contatto con i festeggianti. La sicurezza dovrà essere a livelli altissimi. Ci sarà, infatti, mezzo governo, tra cui, pare, lo stesso presidente del Consiglio. Pare che ci sarà anche Tremonti, come ha riferito il ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani che ha garantito: «pace fatta» tra i due.  Ci sarà, nonostante pochi giorni or sono un fuori onda abbia mostrato il titolare dell’Economi che, convinto di non essere ascoltato né ripreso, si riferiva allo sposo dandogli del cretino. Tornando alla contestazione: ancora una volta, veicolo dell’appuntamento per la protesta è stato internet. Centinaia di precari si sono messi d’accordo su Facebook per compiere azioni di disturbo e trasformare il matrimonio del ministro nel giorno più brutto della sua vita: sacchetti di spazzatura al posto del riso, tammorre e vuvuzela al posto dell’Ave Maria. E ancora, cori, pomodori, striscioni. Tra i tanti ad essere indignati con il ministro, ci saranno anche quelli del Coisp, il sindacato di polizia, offesi a morte, oltre che per i tagli, perché Brunetta li ha definiti «panzoni». 


  PAG. SUCC. >