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SCENARIO/ Cosa si nasconde dietro la guerra sui ministeri al Nord?

Pubblicazione:lunedì 1 agosto 2011

Umberto Bossi inaugura i ministeri a Monza (Imagoeconomica) Umberto Bossi inaugura i ministeri a Monza (Imagoeconomica)

Ci si può attaccare a tante cose, nella vita: per scelta spontanea o su invito altrui. Ma fa un certo effetto, vedere Umberto Bossi che si attacca a un polveroso Regio Decreto addirittura del 1871 per giustificare la scelta del trasloco a Monza di tre ministeri: in quegli stessi anni falliva il progetto Minghetti di dar vita a un’Italia federale… C’è solo da sperare che nessuno o quasi abbia raccolto l’invito del leader della Lega di andare a visitare le sedi allestite a Villa Reale: le hanno chiuse il giorno dopo il taglio del nastro, e le migliaia di persone che a detta dello stesso Bossi hanno già chiesto di servirsene dovranno pazientare fino a settembre.

Parafrasando Shakespeare, c’è tuttavia del metodo in questo folklore. Il Carroccio arriva alle vacanze estive in palese difficoltà; e la polemica con il Colle sui ministeri è solo uno dei non pochi nodi aperti nella casa-madre di via Bellerio, che si sente accerchiata e per la prima volta vede incrinarsi il suo peso all’interno della maggioranza. L’addio di Casini in passato, di Fini in questa legislatura, avevano messo Bossi in condizione di forza nel centrodestra, in grado di presentare all’incasso il proprio ruolo di unico quanto granitico alleato del Cavaliere. E il robusto esito elettorale del trittico politiche 2008-europee 2009-regionali 2010 sembrava averlo portato a un sostanzioso incasso, a partire dal federalismo fiscale.

Ma una serie di contraccolpi hanno incrinato questo baluardo. La crisi economica e la manovra stanno, se non vanificando, quanto meno portando alle calende greche l’attuazione di un vero federalismo: per ora, i cittadini e con loro i sindaci leghisti che li amministrano ne vedono solo gli svantaggi, tradotti in termini di maggiori tasse locali. Al punto che Calderoli si è lasciato scappare uno scenario addirittura trentennale, salvo correggersi appena resosi conto della gaffe.


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COMMENTI
01/08/2011 - L'intelligenza bossiana (Salvatore Ragonesi)

Mi piace lo stile garbato ed elegante di Francesco Jori,al quale non fa certo difetto né l'ironia né la cultura,impiegata questa, purtroppo,inutilmente a spiegare cosa si possa nascondere dietro la guerra dei ministeri al Nord.La risposta è semplice e l'Autore dell'articolo lo sa bene:il trasferimento delle sedi ministeriali nasconde una normale dose di mentalità clientelare.Il grande Longanesi avrebbe detto che romani o napoletani o padani,in questo mondo degli inganni politicistici e della prepotenza machiavellica,sono la medesima cosa.Non vi è alcuna differenza nella furbizia.La cosa grave è che si vuole colpire l'intelligenza degli italiani quando si crede o si vuol far credere che Bossi è un Uomo di Stato e che gli altri leghisti sono "gli epigoni della mediocrità".L'intelligenza non va confusa con la spavalderia paesana.