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DIBATTITO/ Police: il pareggio di bilancio in Costituzione, rimedio ai guai della politica

Giorgio Napolitano (Foto: ANSA) Giorgio Napolitano (Foto: ANSA)

Nel momento in cui si limita la facoltà di spesa dello Stato, questo fa sì che ci sia l’impossibilità di disporre di nuove spese se non vi sono delle risorse per farvi fronte, tra le quali si esclude l’indebitamento. Se si vuole quindi disporre di nuovi mezzi, occorre incrementare il gettito con nuove imposte. A quel punto spetta a chi governa privilegiare un tipo o un altro di imposte, e calcare la mano su una categoria di contribuenti piuttosto che un’altra. Considerata però l’impossibilità di un prelievo fiscale molto più elevato di quello che già abbiamo in Italia, sarà necessaria soprattutto una riduzione delle spese. E questo significa minori vantaggi e minori benefici per tutti noi. In questi giorni si parla molto dei costi della politica, ma in termini economici sono limitati. I veri costi che pesano sul bilancio dello Stato sono quelli dei servizi sociali: istruzione, servizi sanitari, servizi previdenziali. Introdurre il vincolo del pareggio del bilancio significa scegliere di non potere più fare fronte a questo livello così elevato di prestazioni e servizi, come l’accesso semi-gratuito alle università pubbliche, ai servizi sanitari e così via. Non è certo un dramma, deve essere una scelta consapevole.

In Germania l’obbligo di pareggio è presente in Costituzione, ma è interpretato in modo flessibile. Ritiene che vada fatto lo stesso anche in Italia?

Vista la diversità assoluta di comportamenti politico-istituzionali tra noi e la Germania, un vincolo di pareggio del bilancio non rigido in Italia non avrebbe alcun senso. Il vincolo ha un senso nel momento in cui costituisce un elemento non derogabile da parte del governo e del parlamento che salgono al potere di volta in volta. Del resto la sentenza 260/1990 della Corte costituzionale aveva già come implicito il principio del tendenziale pareggio di bilancio. Ma vi si contrapponevano altri principi e valori costituzionali, tra cui il conseguimento di prestazioni sociali necessarie per garantire la crescita soprattutto delle classi sociali più svantaggiate. Solo un parametro rigido può assolvere una funzione di reale limite, ogni ipotesi di pareggio tendenziale ci riporta alla situazione in cui ci troviamo già.

Quali sarebbero gli effetti di un vincolo rigido?

Sarebbero immediati, nel senso che ogni tipo di intervento legislativo che dovesse derogare al preciso obbligo di pareggio determinerebbe l’illegittimità costituzionale della norma. E la Corte costituzionale non avrebbe nessuna discrezionalità: dovrebbe cancellare la legge e basta

Sul piano economico questo che cosa comporterebbe?