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Politica

L'INTERVISTA/ Alfano: patrimoniale, pensioni, primarie, è l'ora di scelte equilibrate

Angelino Alfano e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)Angelino Alfano e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)


Sarebbe bello non dover togliere niente a chi già possiede molto e, nello stesso tempo, poter dare una mano a chi vive nel bisogno. Purtroppo però in questo momento non ci troviamo nel migliore dei mondi possibili. Dovremo trovare un equilibrio su questo tema e, parallelamente, avviare una riflessione seria sul tema delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni.

Dal punto di vista politico, come ha accolto le aperture alla collaborazione del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini?

Non vorrei che si confondesse la responsabilità nazionale di chi si è reso disponibile a dare il suo contributo alla manovra, con l’anticipazione di nuove formule politiche. Così facendo si finirebbe con lo svilire il significato di una collaborazione positiva su temi estremamente delicati, resa possibile da continui interventi sfrondati dall’anti-berlusconismo e orientati soltanto al bene dell’Italia. 

L’attuale maggioranza cercherà perciò di centrare l’obiettivo del pareggio di bilancio continuando ad avere come prospettiva la scadenza naturale del 2013?

Certamente. Sono convinto che per governare la crisi occorre che a Palazzo Chigi continui a esserci una persona scelta dal popolo. Per questo motivo ribadiamo il nostro no a ogni formula tecnica e a tutti i tentativi di portare al potere persone che non abbiano alcuna legittimazione popolare. Una soluzione di questo tipo sarebbe l’anticamera inevitabile di nuove tasse e di misure portate avanti da chi comunque non sottometterebbe il proprio operato al giudizio degli elettori.

Il governo Berlusconi è quindi pronto a prendere delle decisioni impopolari e a pagarne i relativi costi politici?


Dobbiamo governare e governare significa decidere. Non è in pianura che si giudicano i ciclisti migliori, ma in salita. E noi siamo assolutamente pronti ad affrontarla.

Passando al suo nuovo incarico di segretario: tra i commentatori non sono in molti a credere nella reale possibilità che questo ruolo inedito, in un partito di Berlusconi, acquisti nel tempo un profilo autonomo.


Fin dall’inizio ho reagito allo scetticismo con l’ironia. Qualcuno probabilmente sogna un segretario del Pdl all’opposizione di un governo guidato dal fondatore stesso del Popolo della Libertà. Non penso però che i segretari dei principali partiti di governo abbiano come missione quella di andare contro i loro stessi governi. Il mio compito è quello di sostenere il governo guidato da Silvio Berlusconi e organizzare bene il partito. E l’organizzazione non si giudica in astratto, ma in base a quanto un partito riesce a servire il proprio Paese. 

Nel suo primo discorso come segretario del Pdl ha voluto mettere al primo posto la sussidiarietà, la libertà di educazione, la vita e la famiglia. Sono i valori che caratterizzeranno la sua segreteria?


COMMENTI
12/08/2011 - Ritornello: "Non appena le condizioni economiche" (Giovanni Raffaelli)

"Certo, non appena le condizioni economiche ce lo permetteranno potremo fare di più. Mi riferisco in particolare al quoziente famigliare e alle nuove politiche sulla casa per favorire le giovani coppie." On. Alfano, non sarebbero proprio anche queste parte delle riforme che ci potrebbero portare a "condizioni economiche" migliori, insieme a un buon federalismo e delle sacrosante liberalizzazioni? Le condizioni economiche non cambiano da sole, e nemmeno con più tasse...