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L'INTERVISTA/ Alfano: patrimoniale, pensioni, primarie, è l'ora di scelte equilibrate

Pubblicazione:venerdì 12 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 12 agosto 2011, 15.40

Angelino Alfano e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica) Angelino Alfano e Silvio Berlusconi (Imagoeconomica)

Proseguono a ritmi serrati le trattative per la definizione della strategia anti-crisi del governo. Ieri sera il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto ricevere al Quirinale il premier Berlusconi, il ministro dell’Economia Tremonti e, subito dopo, i leader di Pd e Udc, Bersani e Casini. Si è chiusa così una giornata intensa aperta dall’audizione di Tremonti di fronte alle commissioni parlamentari congiunte. Un incontro “positivo e costruttivo” secondo il titolare di via XX settembre, anche se i dubbi dell’opposizione e del leader della Lega Nord, Umberto Bossi, non sembrano essersi diradati. IlSussidiario.net ha voluto fare il punto della situazione con il segretario del Pdl, Angelino Alfano.

Segretario, ieri ha invitato l'opposizione a collaborare per dare al più presto un segnale di decisionismo ai mercati.
A questo proposito, come giudica l'andamento delle Borse di questi giorni?  

Innanzitutto occorre chiarire che alla base di ciò che sta accadendo non vi è un problema italiano, ma la mancanza di fiducia dei mercati rispetto all’Euro nel suo insieme. Il quadro, non dimentichiamocelo, è mondiale. Basta leggere i giornali per accorgersi che l’Occidente sta andando a fuoco. Mi riferisco sia alle fiamme vere e proprie di Londra che a quelle finanziarie di Wall Street che stanno lasciando delle ferite aperte nel cuore degli Stati Uniti.
È tempo di cambiamenti radicali del corso della storia. Un momento nel quale l’Italia deve reagire facendo tutto ciò che deve, nella consapevolezza però che il Paese darà risposte nazionali a problemi mondiali e che potrà fare soltanto la propria parte. Al resto dovranno pensare le istituzioni internazionali e gli altri paesi del mondo.

Anche ieri l’opposizione ha insistito nel dichiarare “commissariato” questo governo e ha chiesto nuovamente di conoscere i contenuti della lettera indirizzata a Roma dalla Bce. Lei cosa risponde?

Le banche centrali hanno sempre svolto un ruolo di interlocuzione con i governi. Le potrei citare decine di casi del passato tra i precedenti governi e la Banca d’Italia, diciamo così, “old style”.
La Bce poi non è un’entità metafisica. Al suo interno è rappresentata la stessa Italia che, come noto, designa i suoi rappresentanti.
Insomma, la sinistra ancora una volta si è dimostrata fuori tema dilettandosi nei suoi dannosi esercizi di provincialismo. Vorrebbe far apparire il governo italiano come lontano dalle sacre dottrine europee quando esprime posizioni di dissenso e agitare il fantasma del “commissariamento” quando lavora in connessione con le altre istituzioni. Ad ogni modo, non ci riuscirà.

Riguardo alle risposte concrete che l’Italia dovrà dare per rispondere alla crisi, si torna a parlare insistentemente di patrimoniale. A questo punto è necessaria? Secondo alcuni giornali Berlusconi starebbe addirittura pensando alle dimissioni pur di non doverla approvare.

Guardi, nessuno di noi ha simpatie per la patrimoniale. Siamo però costretti a fare una scelta, che in nessun caso sarà semplice. Ciò che è certo è che, pur nella grandissima difficoltà in cui si trova l’Europa, seguiremo un criterio di equità.
Per il resto ho deciso di non commentare i virgolettati anonimi di terza mano che si leggono sui giornali. In questa fase in cui è tutto alla luce del sole i retroscena non hanno davvero nessun senso.

Per quanto riguarda le pensioni, invece, il governo dovrà tenere conto del "veto" di Umberto Bossi?


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COMMENTI
12/08/2011 - Ritornello: "Non appena le condizioni economiche" (Giovanni Raffaelli)

"Certo, non appena le condizioni economiche ce lo permetteranno potremo fare di più. Mi riferisco in particolare al quoziente famigliare e alle nuove politiche sulla casa per favorire le giovani coppie." On. Alfano, non sarebbero proprio anche queste parte delle riforme che ci potrebbero portare a "condizioni economiche" migliori, insieme a un buon federalismo e delle sacrosante liberalizzazioni? Le condizioni economiche non cambiano da sole, e nemmeno con più tasse...