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MANOVRA/ La bozza per il Cdm anti-crisi: tagli a politica ed enti locali, tasse e pensioni

Pubblicazione:venerdì 12 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 12 agosto 2011, 19.26

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica) Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Sta per cominciare a Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri che esaminerà le misure che il Governo intende adottare per anticipare il pareggio di bilancio al 2013, come richiesto dalla Banca centrale europea, intervenuta sul mercato dei titoli di stato acquistando i nostri Btp e mantenendone quindi lo spread con i Bund tedeschi entro limiti accettabili. A quanto pare ci saranno dei tagli ai costi della politica, sia nell’apparato statale che ai trasferimenti agli Enti locali, che sono già sul piede di guerra. È inoltre quasi certa l’introduzione di un’addizionale Irpef per i redditi sopra i 90.000 euro.  Per i lavoratori autonomi, pare che la soglia sarà invece di 55.000 euro.

Ci sono poi interventi nel settore pubblico, con il probabile pagamento ritardato di due anni della liquidazione per il dipendenti statali. Inoltre, pare che i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche che non rispetteranno gli obiettivi di riduzione della spesa potrebbero perdere il pagamento della tredicesima mensilità.

L’obiettivo è quello di portare il deficit/Pil all’1,9% nel 2012, prima dell’azzeramento che dovrebbe avvenire l’anno seguente. È molto probabile che il Governo decide, come già in passato, di presentare i provvedimenti all’interno di un decreto legge.

 


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