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MANOVRA/ Le reazioni del Partito democratico (Pd) al dl di Tremonti

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Pier Luigi Bersani (Foto Ansa)  Pier Luigi Bersani (Foto Ansa)

La manovra approvata ieri dal governo, attraverso un decreto legge che arriverà a breve in Parlamento, ha scatenato dure reazioni nel Partito democratico, il principale partito dell’opposizione. Il segretario Pier Luigi Bersani ha bocciato senza mezzi termini il testo di Tremonti e Belusconi, che ha definito una manovra a carico dei ceti popolari e dei ceti medi. Oltretutto, Bersani ritiene che si tratti per gran parte di un anticipo delle misure già previste nella manovra di un mese fa che i mercati finanziari hanno bocciato mettendo sotto forte pressione i titoli di stato italiani.

Il segretario del Pd lancia poi una sfida al governo, spiegando che il suo partito avanzerà delle precise proposte, indicando gli interventi che sarebbero necessari, ma che la maggioranza non vuole adottare perché colpirebbero i propri elettori, “quelli cioè che non pagano le tasse”.

Il responsabile economico del Partito democratico, Stefano Fassina, spiega che la manovra colpisce lavoratori, pensionati e famiglie in maniera drammatica. Secondo Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche parlamentari del Pd, la manovra chiude 17 anni di stagione del centrodestra, tra promesse mancate e aumento dell’imposizione fiscale. Si tratta del testamento di un governo fallimentare, che certifica la fine dell’alleanza tra Lega e Pdl.


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