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LA REPLICA/ Antonini: perchè mischiare la manovra col federalismo?

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Una bandiera italiana che sventola (Foto: IMAGOECONOMICA)  Una bandiera italiana che sventola (Foto: IMAGOECONOMICA)

I tagli dell’ultima manovra sono sicuramente pesanti e dolorosi. Purtroppo la contingenza che stiamo attraversando non ha lasciato alternative. Ma affermare che questi tagli hanno determinano la fine del federalismo fiscale è fuorviante. Nessuno in Germania ha sostenuto che il federalismo fiscale tedesco era morto per via della riforma approvata nel 2009 che obbliga al pareggio di bilancio e impegna Federazione e Länder su questo obiettivo, imponendo a questi ultimi il divieto di indebitamento anche per le spese di investimento. Certo se il processo italiano del federalismo fiscale - iniziato nel 2009 e sostanzialmente concluso a luglio di quest’anno – avesse avuto solo l’obiettivo di una mera fiscalizzazione di trasferimenti statali, si dovrebbe concordare con quella tesi. Ma il processo, durato appunto tre anni, è stato molto di più di 4 o 5 miliardi da fiscalizzare: si è trattato di ben otto decreti legislativi con l’obiettivo di riportare razionalità in un sistema che l’aveva perduta. Basti pensare che fino a prima il nostro sistema ha distribuito ogni anno (ad esempio nel 2008) ben circa 100 miliardi di euro in base al criterio demenziale della spesa storica, per cui più spendi più prendi, e se spendi male fino a creare un buco lo Stato interviene a ripianare con risorse di tutti gli italiani (l’ultimo governo Prodi stanziò 12 miliardi di euro per cinque regioni del Sud in extradeficit sanitario; regioni che quel ripiano l’hanno assorbito quasi come nulla fosse e oggi continuano ad essere in deficit e a mantenere fortissimi livelli di migrazione sanitaria). Oppure basti considerare che nel 2008 si è scoperto che tutta la contabilità della sanità della Calabria era completamente inattendibile. O ancora che Catania è stata premiata per il rispetto del Patto di stabilità sulla base del bilancio presentato nel 2008 e quando nel 2009 quel bilancio che sulla carta la faceva somigliare a un comune svizzero si è dimostrato quello che davvero era, Catania è stata ripianata con 140 milioni di euro. Questi sono solo alcuni – se ne potrebbero citare molti altri - dei segni che dovrebbero permettere di comprendere qual è la portata dell’obiettivo del federalismo fiscale.


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COMMENTI
31/08/2011 - federalismo e manovra da mischiare (antonio petrina)

Leggo con ritardo la replica del prof antonini e credo sia inutile dimostrare che il nuovo motore degli eeell (leggi federalismo fiscale) ,riforma sacrosanta, vada "mischiato" con la manovra ( il carburante per gli eeell): vale quindi avere oggi un nuovo motore per camminare ( recsiuts: stare fermi) lentissimi ,esangui e senza risorse certe ma con contin ui tagli di carburante ? Quali equilibri altrimenti garantiranno a settembre gli eeell senza aumenti di addizionale irpef? L'appello milanese dei sindaci è emblematico di tutto ciò. Il debito statale è ora garantito dalla BCE, ma la ripresa delle imprese private e delle amministrazioni virtuose deve essere agevolata.