BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCENARIO/ Se basta una cena "indigesta" a far venir fuori le crepe della Lega

Pubblicazione:venerdì 19 agosto 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 19 agosto 2011, 10.45

La crisi della Lega Nord secondo Francesco Jori La crisi della Lega Nord secondo Francesco Jori


Vi daremo il federalismo con un anno di anticipo, ha annunciato Calderoli cercando di lenire il bruciore. In realtà ha sparso altro sale. Perché anticipare l’Imu (imposta unica sugli immobili) al 2012 significherà un altro salasso per i cittadini: se la vecchia Ici era del 4 per mille, con possibilità di portarla fino al 7, l’Imu parte dal 7 per arrivare fino al 10. E io comunque pago, non resterà che dire all’italiano medio sulle orme di Totò.

Dietro a queste concretissime questioni di soldi c’è lo sconcerto della base leghista per un Bossi che non è più lui. Gli ondeggiamenti e le incertezze del Capo sono il segnale di un declino che non è solo fisico: anche l’ultima rodomontata sulle pensioni sembra destinata a vacillare sotto la pressione della stragrande maggioranza delle forze politiche (Pdl incluso) e la quasi totalità delle parti sociali. E in una situazione di crisi così feroce, la Lega non può continuare a pretendere di essere quella che detta le regole con il 10 per cento del consenso elettorale. Né può turlupinare ancora a lungo chi la vota, e la propria stessa base, con promesse e sparate smentite da concretissimi fatti.

Hha lasciato passare le generose erogazioni del governo a Comuni spreconi (Catania, Palermo e l’odiata Roma in testa), ha tenuto bordone agli interessi privati di Berlusconi fino ad avallare la risibile tesi di una Ruby nipote di Mubarak, ha dovuto digerire scelte e situazioni cui si era fieramente opposta a parole (la guerra in Libia continua, così come continuano gli sbarchi sulle nostre coste).

Dentro il Carroccio cresce un’insofferenza cui il sempre più nutrito gruppo che fa capo a Maroni sta tentando di dare una risposta politica. Quanto a Bossi, appare sempre più isolato dentro il riparo da strapazzo del cerchio magico, trascinandosi dietro un figlio che ricorda sempre più lo spermatozoo nero tra la marea di bianchi nel celebre film di Woody Allen sul sesso, ridotto a chiedersi: che ci faccio io qui? Un Bossi in canottiera: ieri, in Sardegna, un’immagine da guerriero. Oggi, in Cadore, quella di un pensionato.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.