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IL CASO/ 1. Quelle tangenti rosse "nascoste" da più di dieci anni

Pubblicazione:martedì 2 agosto 2011

Filippo Penati (Foto Ansa) Filippo Penati (Foto Ansa)

Pronzato,  Tedesco, Penati? Compagni, mi vien da ridere! Ma davvero pensavano di essere geneticamente diversi, incorruttibili in un Paese in cui la corruzione è dilagante? Un’Italia in cui furbi e soprattutto furbetti, questi ultimi peggiori perché cercano di arraffare oggi e subito senza alcuna prospettiva, sono da mezzo secolo i protagonisti del mondo degli affari legati a doppio filo alla politica? È davvero incredibile e inquietante sentire di nuovo parlare di collettori di tangenti, di politici di riferimento per certi affari, di spartizioni di lucrose commesse utili quasi solo esclusivamente a finanziare la voracità della casta e non certo lo sviluppo economico di una nazione.

Quando poi certi nomi sono gli stessi degli ufficiali pagatori del 1992 e anni seguenti, i protagonisti loro malgrado della tangentopoli milanese, vedi ad esempio il vecchio Binasco, l'imprenditore che avrebbe aiutato il famoso e strepitoso mister G, il compagno Primo Greganti, viene da pensare che la nostra classe politica o è composta da idioti o da furbi piuttosto maldestri.

Leggo di dirigenti stupiti e indignati! Suggerisco a Bersani di non smacchiare i leopardi ma di comprare su Internet o di far cercare in qualche bancarella di libri usati il mio vecchio "Gli impuniti", edito nel 2000 da Bietti editore. In quelle pagine, atti e documenti rigorosamente riportati, c'è tutta la storia di come il vecchio Partito comunista e le sue propaggini post Ottantanove berlinese, siano stati finanziati in modo illecito dal sistema della cooperazione, utilizzando i riferimenti del partito presenti nei consigli di amministrazione di tutte le aziende a partecipazione pubblica.

Ma secondo voi, che siete cittadini non sprovveduti, perché i partiti ci tengono così tanto ad avere propri uomini nei Cda delle aziende più importanti, a livello comunale, regionale e nazionale? A chi riferiscono le proprie azioni? A chi rendono conto degli affari che vedono svolgersi sotto i loro occhi?


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COMMENTI
02/08/2011 - nuovi politici (francesco taddei)

Pamparana ci presenta un'italia in cui le rivoluzioni sono solo fumo negli occhi (sistema tangenti dal '92 ad oggi quali novità?). occorre quindi un innesto nella classe dirigente del paese di personalità provenienti da altri ambienti. per esempio le pmi, con lo scopo di semplificare la macchina burocratica. ma per farlo devono entrare a pieno titolo dentro i partiti e attraverso le primarie sfidando le solite nomenklature, così da acquistare legittimità e forza politica.